Minieolico Monteverde

Monteverde, rischio contenzioso: Ufficio tecnico blocca minieolico, società chiede dietrofront

MONTEVERDE – “Il responsabile del servizio tecnico comunale ordina in via cautelare la sospensione dei lavori”.

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E’ un passo dell’ordinanza firmata dall’ingegner Maurizio Rosa, capo dell’ufficio tecnico del Comune di Monteverde. I lavori da sospendere sono quelli, già cominciati (lo scorso 30 gennaio), per la realizzazione di un impianto di sei torri minieoliche in località La Serrabianca, tra l’incrocio che conduce al Lago San Pietro e l’ingresso del paese.

L’ordinanza è stata notificata alla stessa società, oltre che all’impresa costruttrice e al progettista. Alla base dell’atto anche una relazione di sopralluogo dell’Ufficio tecnico, dalla quale, si legge, “si evince che la ditta esecutrice ha invaso e manomesso un’area di proprietà comunale (il tratturo Monteverde-Lacedonia, ndr), senza essere in possesso di nessun atto autorizzativo”. Inoltre, le Pas sarebbero carenti in alcune autorizzazioni preventive alla realizzazione dell’opera. Mancherebbero, nella fattispecie, l’autorizzazione del Genio civile, dell’Enac (per gli ostacoli alla navigazione aerea), della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino, Caserta e Benevento, della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Avellino e Salerno, del Settore Amministrativo Foreste-Agricoltura della Regione Campania.

Frammenti di pala

Sarebbe da verificare – si legge sempre nell’ordinanza – la registrazione del contratto di fitto e la transazione del diritto di superficie in capo ai proponenti. Non sarebbe poi stata controllata la verifica di compatibilità acustica e quella di ombra intermittente. In ultimo, l’atto dell’Ufficio tecnico del Comune di Monteverde afferma che “occorre garantire la sicurezza attraverso la verifica della gittata in caso di stacco degli elementi rotanti”. Un fattore a cui oggi viene naturalmente conferita enorme importanza, dopo l’episodio della torre minieolica impazzita e esplosa ad Aquilonia, i cui resti sono stati rinvenuti addirittura a centinaia di metri di distanza: un pericolo enorme per l’incolumità pubblica.

La risposta di Ecoenergia, però, non si è fatta attendere, ed è stata di una certa decisione. Il giorno 13 febbraio, la società ha chiesto il ritiro dell’ordinanza entro tre giorni, cosa che non è avvenuta. A sostegno della propria posizione, la società con sede a Bolzano ha portato alcuni elementi. “Dalla documentazione presentata e ricevuta dal Comune di Monteverde, emerge la non contrarietà dell’ente all’aderenza del progetto agli strumenti urbanistici adottati, nonché il rispetto delle norme di sicurezza e di quelle igienico-sanitarie. Contrariamente – si legge -, l’amministrazione avrebbe dovuto e potuto far uso del potere previsto nel Dlgs 28/2011, relativamente agli atti di assenso che rientrano nella competenza comunale e di amministrazioni diversa dalla stessa”.

Inoltre, a dire della società il Comune non avrebbe provveduto entro i tempi stabiliti (cioè entro la fine del procedimento) a evidenziare la possibilità o meno di accedere e transitare lungo la strada di proprietà comunale cui l’ordinanza fa riferimento. La stessa ordinanza, poi, sarebbe arrivata “ampiamente oltre i termini entro i quali l’amministrazione poteva esercitare il potere di autotutela”.

L’amministrazione, contattata, preferisce mantenere il massimo riserbo sulla vicenda. Quello che pare profilarsi, a questo punto, è il contenzioso tra Comune e società.