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Spopolamento e disoccupazione, la CGIL lancia l’allarme per il Sannio

RED. – “La FILLEA e la CGIL di Benevento sono fortemente preoccupate per la situazione occupazionale del Sannio. Il continuo aumento della disoccupazione nel settore delle costruzioni, la mancata ripresa del settore, i nuovi cantieri che non partono, sono tutti chiari segni che lasciano intravedere una difficoltosa uscita dalla crisi”.

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Inizia in questo modo una nota stampa che fa il punto sulla situazione occupazionale nel Sannio.

“Nel comune capoluogo – si legge ancora – con l’arrivo del nuovo sindaco Mastella, si è paralizzato del tutto il settore.

Nella sua campagna elettorale, l’allora candidato sindaco aveva sbandierato l’apertura di nuovi cantieri, riguardanti la messa in sicurezza dell’area Pantano, della zona Ponticelli, il ripristino di molte altre aree del comune di Benevento che versano in condizioni penose. Dalla fine della campagna elettorale, l’unica cosa realizzata è stata la dichiarazione di fallimento della città, ingessando definitivamente il settore.

Gestire la crisi, caro sindaco, significa in primo luogo affrontare quotidianamente, nel rapporto con le organizzazioni sindacali e con i lavoratori del settore che vivono in una condizione di precarietà, le tante vertenze di lavoro che stanno marcendo.

Molti lavoratori del settore non percepiscono lo stipendio e questo perché le aziende non percepiscono quanto dovuto dagli enti appaltanti (tra cui il Comune di Benevento) e, di conseguenza, non riescono a mantenere gli impegni con i lavoratori, sulle spalle dei quali si continua a scaricare il peso della crisi.

In alcune aziende, i lavoratori hanno in arretrato anche dieci mensilità di retribuzione.

Poi veniamo all’Amministrazione provinciale del nostro amato Sannio. Dopo l’alluvione del 2015, tanti gli impegni assunti per ripristinare le arterie dopo quella tragica notte del 15 ottobre, per la messa in sicurezza degli alvei dei fiumi. Fu nominato addirittura un Commissario ad hoc.

Sono passati quasi diciassette mesi, ma ad oggi stentano a vedersi gli interventi per ripristinare la normalità. Vorremmo provare a discuterne con il Presidente della Provincia, ad un tavolo dedicato!

Ancora, alla Provincia chiediamo di farsi promotrice, sia con la Regione Campania, sia con il Governo centrale, affinché non si abbandonino i Comuni della nostra Provincia, Comuni che per storie, tradizioni e culture sono importanti per lo sviluppo del nostro territorio e vanno sostenuti creando prospettive occupazionali contrastando l’odierno abbandono con relativo spopolamento.

Alcuni Comuni, stanno vivendo il fenomeno dello spopolamento già da tempo, pensiamo ai vari Comuni del Fortore, dove le poche centinaia di cittadini rimasti sono, nella stragrande maggioranza, anziani.

Questo fenomeno, deve chiamare a responsabilità tutti, nessuno escluso, perché sta determinando un impoverimento della nostra Provincia, difficilmente contrastabile.

Non vorremmo trovarci nella condizione di dover rappresentare le cattedrali nel deserto!

Se solo si avviasse un piano di manutenzione a tutte le arterie, ripristinare i ponti caduti, le frane presenti sul territorio di questa Provincia, si rilancerebbe il settore edile e con esso si consentirebbe di dare un po’ di ossigeno ai lavoratori interessati.

Infine, veniamo al raccordo autostradale Benevento – Castel del Lago, chiuse le doppie corsie si passa ad una sola corsia, per cedimento pilone da circa tre anni. Cosa si aspetta ancora, prima di intervenire? Forse l’Anas non è del tutto consapevole della situazione, delle reali condizioni in cui versa quella importante arteria e le difficoltà di chi è costretto a percorrerla quotidianamente?

Crediamo, che un intervento congiunto delle forze sociali, delle Istituzioni Locali e Nazionali, possa essere utile a sollecitare la risoluzione del problema.

Riteniamo che le Istituzioni, di concerto con le organizzazioni sociali, dovrebbero impegnarsi, ciascuno per il ruolo che compete loro, ad impedire la chiusura di imprese presenti sul nostro territorio, attenuare il più possibile la perdita dei posti di lavoro, far emergere il lavoro irregolare e quello nero, ultimamente celato dietro i voucher, rendendo ancora più precari e poveri i lavoratori della nostra Provincia.

Alimentare la cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, perché negli ultimi anni, troppi infortuni anche mortali hanno caratterizzato il nostro territorio.

I lavoratori sono arrivati allo stremo, il lavoro manca sempre più, la povertà cresce.

La Fillea e la CGIL chiedono che si parti con gli appalti subito, laddove ci sono già i finanziamenti e si dia una accelerata su quelli ancora da finanziare, solo così si può immaginare di dare respiro alle aziende locali e con esse alle lavoratrici ed ai lavoratori Sanniti.

Confermiamo  ancora una volta – conclude la nota – la nostra disponibilità a ragionare con le Istituzioni e tutti i soggetti interessati sui temi sopra espressi e, quindi, aspettiamo fiduciosi convocazioni in merito”.