Agricoltura

Psr, mancano 57 milioni. Coldiretti: Finanziare la sovraprenotazione

RED. – Tempo di primi bilanci per i primi quattro bandi del Programma di Sviluppo Rurale 2014/2020.

pa_banner

A fornire la propria opinione sui Psr è Coldiretti Campania, a seguito dei dati di AgriSmart presentati al consiglio regionale di federazione. Si tratta di uno studio su tutte le domande presentate entro il 25 gennaio scorso per le tipologie di intervento 4.1.1, 4.1.2, 5.2.1 e 6.1.1. Il gruppo di lavoro coordinato da Antonio Falessi, in collaborazione con Alfonso Carbonelli e Marina Reale, ha analizzato nel dettaglio il valore e la composizione delle 2.280 domande di aiuto presentate per una spesa complessiva di 326,3 milioni di euro a fronte di una dotazione finanziaria di 184 milioni (inizialmente prevista in 70). Il consiglio regionale di Coldiretti – presieduto da Gennarino Masiello, dal vice Vittorio Sangiorgio e dal direttore Salvatore Loffreda – a fronte di una situazione ancora non rispondente alle esigenze delle imprese agricole, ha deciso di elaborare un documento con tutti i dati in dettaglio da inviare al consigliere delegato Franco Alfieri e al governatore Vincenzo De Luca per chiedere di finanziare tutti i progetti approvati che andranno in overbooking.

(Nella serata di venerdì sulla nostra pagina Fb verrà pubblicata l’intervista al presidente Gennarino Masiello, con il quale abbiamo affrontato i temi del CETA – con le ripercussioni sull’arrivo del grano dal Canada – e, appunto dei fondi del Psr)

Il divario tra spesa prevista e dotazione finanziaria è di 142 milioni, ma per la misura 4.1.1 occorre calcolare la metà di quota di cofinanziamento, mentre coprono il 100% sia la 5.2.1 che la 6.1.1. Pertanto per non lasciare nessuno fuori occorrerebbero circa 57 milioni di euro.

Gennaro Masiello, presidente Coldiretti Campania
Gennaro Masiello, presidente Coldiretti Campania

“Se la partenza è stata lenta – commenta Masiello –, adesso non possiamo permetterci di deludere le aspettative. Non possiamo farlo perché da tre anni si attendono bandi per investimenti in grado di rafforzare le aziende. Non possiamo farlo per non deludere i giovani al primo insediamento che resteranno fuori dalla graduatoria e a cui si rischia di distruggere l’entusiasmo. E non possiamo permettercelo se vogliamo costruire una nuova agricoltura che punti su qualità e distintività nell’innovazione, che hanno bisogno di forze fresche e di competenze. Infine non possiamo deludere chi è stato danneggiato dall’alluvione nel Sannio, dove l’attesa è già stata troppo lunga. Alla Regione chiediamo di mettere in campo tutti gli strumenti per chiudere al meglio e recuperare l’enorme ritardo. Sotto l’effetto di una spinta così forte l’apertura dei prossimi bandi volerà sulle ali di una rinnovata fiducia verso il programma di sviluppo rurale. La Campania può e deve giocare un ruolo da protagonista”.

Dall’analisi dei dati emerge che, al netto del fisiologico numero di domande che saranno ritenute non ammissibili, le dimensioni del divario rischiano di produrre effetti negativi sulle aspettative delle aziende proponenti. Tale criticità è particolarmente evidente nell’ambito della tipologia di intervento 4.1.1, in cui la spesa prevista dalle domande di sostegno presentate è di quasi 3 volte superiore alle somme messe a bando. Per la 4.1.1 “Supporto per gli investimenti nelle aziende agricole” sono state presentate 991 domande (43,4% del totale), per una spesa prevista che sfiora i 200 milioni di euro. Anche la tipologia 4.1.2 “Investimenti per il ricambio generazionale nelle aziende agricole” ha dimostrato di suscitare un grande interesse, totalizzando 583 domande, per una spesa prevista pari ad oltre 71 milioni. Si tratta, in ogni caso, dell’unica tipologia di intervento in cui il budget disponibile (84 milioni) risulta sufficiente.

Le domande presentate nelle province campane
Le domande presentate nelle province campane

Un numero di domande (586) pressoché uguale è stato presentato per la tipologia 6.1.1 “Riconoscimento del premio per i giovani agricoltori che si insediano per la prima volta come capi azienda”, il cui importo è complessivamente pari a circa 29 milioni di euro. Infine per la tipologia 5.2.1 “Ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità naturali, avversità atmosferiche ed eventi catastrofici” le domande sono state 120 per un spesa prevista di 31 milioni di euro a fronte degli appena 5 milioni disponibili. In estrema sintesi si può affermare che il paniere delle domande presentate è composto per poco più della metà del suo valore dalla tipologia di intervento 4.1.1 e per l’altra metà dalle tipologie di intervento 4.1.2 e 6.1.1, ognuna delle quali partecipa alla totale consistenza delle domande pervenute per un quarto dell’ammontare complessivo.