Alta Irpinia

Senerchia, Pd: Progetto Pilota, è la svolta. Ma basta lotte intestine

SENERCHIA – Arriva da Senerchia una riflessione sullo stato dell’arte del Progetto Pilota.

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A produrla è Stefano Famiglietti, membro della segreteria provinciale del Giovani Democratici con delega al welfare e proprio al Progetto Pilota. La riportiamo integralmente.

“Mentre molti personaggi irpini si stanno scoprendo militanti, mentre alcuni sottosegretari sono intenti ed impegnati su fronti di battaglia interna, tanto laboriosi quanto inutili, il mondo continua ad andare avanti ed il nostro territorio, dall’Alta Irpina ad Avellino città passando per l’Area Vasta, si trova a vivere uno dei momenti di trasformazione maggiori della storia contemporanea. Come giovani democratici abbiamo la voglia e la formazione culturale per impegnarci sui contenuti e stare alla larga dalle inutili lotte di posizioni, convinti che le rendite di posizione non servano alle nostre comunità.

Il Progetto Pilota sembra aver preso una piega finalmente operativa e con la stipula dell’accordo di Nusco, tra il presidente della Regione Campania ed il presidente Ciriaco De Mita, si è giunti ad un importantissimo punto, quello dello stanziamento di risorse ingenti attraverso le quali si potrà, finalmente, rendere questo Progetto una realtà che possa incidere sullo sviluppo, sul futuro ma soprattutto sul presente delle nostre comunità.
Da quella stipula di Nusco si riparte con molta più speranza e soprattutto con la possibilità di iniziare davvero a mettere in piedi progetti che possano rappresentare una nuova realtà di vita e sviluppo per l’intera Alta Irpinia. Non è più il tempo delle polemiche, il tempo delle analisi del passato, il tempo per riposizionare le proprie idee ed i propri esercenti per giocare una partita di potere. È invece giunto il tempo della concretezza, il tempo nel quale gli amministratori devono iniziare a svolgere un ruolo che non può limitarsi al rifacimento di strade e piazze ma che deve ridare una visione vasta, lunga, inclusiva e proiettata al futuro di ogni comunità che rappresenta.

Stefano Famiglietti
Stefano Famiglietti

Valorizzazione del patrimonio boschivo, valorizzazione e cura del patrimonio artistico, naturalistico e culturale dei nostri borghi, valorizzazione dei siti turistici ed organizzazione di un’offerta studiata e strutturata. Sono punti importanti che vanno messi al centro insieme alla mobilità, alla sanità e all’istruzione e con 200 milioni di euro è possibile mettere in piedi un sistema strutturato che faccia della sinergia istituzionale, della rappresentanza delle comunità, della lotta allo spopolamento e della fornitura di servizi di qualità nelle zone interne la base per la rinascita di un territorio dal quale la comunità sta scomparendo. Riscoprire la nostra comunità, ricominciare a pensare come se fosse finalmente un’unica realtà con le sue mille differenze e le sue tipicità locali, agire mettendo al centro l’idea di un futuro che o è condiviso o non è.

La sfida è tanto affascinante quanto difficile, c’è da ristrutturare e da rendere fruibili il patrimonio artistico, culturale ed ambientale, c’è da diffondere e valorizzare il territorio, c’è da ripensare e ristrutturare l’intera struttura del welfare e dei servizi al cittadino, c’è da immaginare e da mettere in piedi un nuovo sistema di convivenza sociale, un nuovo sistema di relazioni umane e sociali che possano far sentire i giovani al centro del processo di innovazione e di costruzione del futuro. Per fare tutto questo ci vuole tutta la serietà, tutto l’impegno e tutta la concretezza di una classe dirigente che deve dimostrare di essere capace di cambiare davvero il destino comune di ognuno di noi. L’Alta Irpinia può diventare un esempio, un territorio dal quale si esce dalla crisi investendo nei servizi, rimettendo al centro un senso di comunità che negli anni del neoliberismo si è perso per dare pieno sfogo alle ambizioni del singolo individuo. L’Alta Irpinia dimostrare che una comunità può vincere la sfida di questi tempi solo riscoprendosi”.