Elettrodotto

Elettrodotto, a Bisaccia e Lacedonia ancora in sospeso la questione ricorso

RED. – Mentre si avvicina la scadenza per la presentazione del ricorso contro la delibera n. 91 della Regione Campania, i comuni di Bisaccia e Lacedonia decidono sul da farsi.

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Sabato 25 marzo è infatti il termine ultimo per opporsi all’atto regionale che dà il via libera alla realizzazione dell’elettrodotto Bisaccia-Deliceto, 35 chilometri a 380 Kv (leggi qui): 77 tralicci a un’altezza di 39 metri. Subito dopo la pubblicazione della delibera, il sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio, e il suo collega di Lacedonia, Antonio Di Conza, avevano affermato (leggi qui) che avrebbero verificato la sussistenza dei margini per intentare un ricorso al Tar e ottenere così la sospensiva del provvedimento. Con l’approssimarsi della data ultima utile proprio a presentare il ricorso, ecco che la situazione si fa più pressante.

E’ ragionevole credere che negli ultimi giorni entrambe le amministrazioni abbiano intensificato i contatti con i rispettivi legali. “L’obiettivo – ha affermato Arminio, confermando nella sostanza quanto già dichiarato un mese fa – è quello di arrivare all’interramento dell’opera, ipotesi però già scartata. I nostri legali stanno verificando se esistano margini per arrivare a questa soluzione”. Bisaccia è interessata dall’infrastruttura aerea per ben 12,1 chilometri (dal Formicoso scendendo verso Calaggio) su un totale di 35, mentre il territorio di Lacedonia viene solcato per poco più di 6 chilometri, anche in questo caso nella zona di Calaggio. E anche per quanto riguarda Lacedonia, il sindaco Di Conza ha confermato che “si sta valutando se esistano o meno le possibilità di un ricorso”, aggiungendo che, “trovandoci nella parte finale dell’iter, la cosa pare piuttosto complicata”.

Proprio da Lacedonia, intanto, arriva la presa di posizione del consigliere di minoranza Felice Pennacchio, che attacca il primo cittadino Di Conza, “assessore nella scorsa consiliatura, durante la quale non fu dichiarata al Ministero la ferma contrarietà alla realizzazione dell’opera”. Di seguito, la nota diramata da Pennacchio:

“Manca solo l’autorizzazione definitiva del Ministero dello Sviluppo economico e l’elettrodotto Terna di 380 kV Bisaccia – Deliceto sarà presto realizzato, con i suoi tralicci aerei che passeranno sulla testa delle persone, su case e su strade (il Mise si è dichiarato contrario all’interramento dei cavi). Sui social e tra le popolazioni locali dei paesi investiti monta il timore per gli effetti sulla salute, per le tante morti, e per il devastante impatto ambientale, reso ancor più preoccupante dal fenomeno cumulativo dei tanti parchi autorizzati e dell’altro elettrodotto da 150 kV già approvato. Si legge sulla stampa che il comune di Bisaccia presenterà entro il 25 marzo un ricorso al T.A.R., essendo contrario alla realizzazione dell’opera, e che rispetto alla proposta di una compensazione ambientale di circa un milione di euro non intende neppure sedersi ad un tavolo per discuterne. E il Comune di Lacedonia che fa? Vige il massimo riserbo! C’è la consegna del silenzio. Perciò, alcune domande al sindaco sono d’obbligo:

1) nei limiti delle proprie competenze, si è contrari all’elettrodotto?

2) ci si accorderà con il comune di Bisaccia per un ricorso congiunto al T.A.R.?

3) anche al Comune di Lacedonia la società Terna ha proposto una compensazione ambientale? E se si, di quanto, e cosa si è risposto?

Insomma, i cittadini vanno informati, non si può continuare a fare gli struzzi; dopo quasi 10 mesi dall’insediamento la maggioranza non ha mai fatto un incontro pubblico. Forse è il caso di attivare un serio monitoraggio ambientale, di inchiodare le società eoliche alle proprie responsabilità e al rispetto delle convenzioni sottoscritte, e affidarsi a società terze per una periodica misurazione dei valori dell’elettromagnetismo presente, della qualità dell’aria e delle acque.

La comunità cosa ci guadagna? Qual è la ricaduta sociale a vantaggio di tutti? Oppure il completamento dell’opera giova solo a qualcuno? A quelle facce e a quei nomi che si celano dietro le richieste di procedure abilitative semplificate (P.A.S.) in corso per l’installazione di nuovi impianti? Le stesse facce che hanno promosso la composizione della lista risultata vincente, sostenendola. L’elettrodotto fa sicuramente comodo alle società eoliche, alle stesse che non versano più un centesimo nelle casse comunali (al riguardo è stata prodotta una segnalazione al revisore dei conti), che  distruggono strade pubbliche senza più ripararle, a meno che non sei un amministratore di maggioranza, ed allora puoi permetterti il lusso anche di dichiarare pubblicamente sui giornali (leggi qui) che hai “spinto un pochettino” per farti asfaltare la strada che porta a casa tua; tanto, tutti lo leggono, tutti lo sanno, ma mai nessuno indagherà.           

E’ per questo dunque che la maggioranza assume una posizione pilatesca? E’ per questo che tace e non informa?”.