Legno castagno

Tecnologia, sostenibilità ambientale, scuole. Le aziende: Il legno non sia il nuovo eolico

CALITRI – “Daremo impulso all’economia locale e non solo”. Il fine ultimo è più che lodevole, in una terra dove il lavoro è da tempo diventato una necessità primaria.

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Hanno le idee piuttosto chiare Rubner HolzBau Sud (gruppo Rubner) e IWT Iavarone Wood Technology (gruppo Iavarone), vale a dire le due aziende operanti nell’area industriale di Calitri firmatarie del protocollo d’intesa col Comune e con l’azienda agricolo-forestale “Il Pilaccio” (nel salernitano), per la creazione di un polo del legno. “Il dato che noi riteniamo importante riguarda certamente il fatto che metteremo in commercio materiale certificato e lo faremo attraverso l’utilizzo di risorse locali”, afferma l’ingegner Bernardino Greco, amministratore delegato di HolzBau.

Lo stabilimento HolzBau, nell'area industriale di Calitri
Lo stabilimento HolzBau, nell’area industriale di Calitri

“Quello di Calitri sarà l’unico stabilimento in Europa del nostro gruppo che produrrà legno lamellare di castagno”, aggiunge Greco, che dirige un’azienda presente a Calitri da oltre venticinque anni, con trentacinque dipendenti e un fatturato in aumento. “In questi giorni abbiamo realizzato la commessa più grande della nostra storia: la copertura della metropolitana di Napoli del Centro Direzionale. Progettazione, produzione e installazione verranno fatte in Alta Irpinia. Il montaggio prenderà il via a fine primavera”.

Stessa soddisfazione quella espressa da Luigi Iavarone, socio e Responsabile Programmi Ricerca e Sviluppo del Gruppo Iavarone. “Questo accordo – afferma Iavarone – è un importante binomio tra alta valenza tecnologica e territoriale e valorizzazione ambientalmente sostenibile”. Iavarone Legnami, presente nell’area indutriale di Calitri dal 1991, è tra i principali importatori di larice siberiano e conta circa cinquanta occupati.

Una fase della lavorazione presso Iavarone Legnami
Una fase della lavorazione presso Iavarone Legnami

“Quello del polo del legno è un progetto che prevede una sempre più stretta collaborazione con le scuole (da tempo, Iavarone Legnami lavora fianco a fianco con il “Maffucci” di Calitri, ndr) e le università. Questo perché – prosegue Iavarone – si può far coincidere e convergere l’elemento naturale con le tecnologie all’avanguardia, attingendo alle giovani menti più volenterose e interessate a questa prospettiva. L’obiettivo, però, è quello di evitare un uso e un abuso delle risorse forestali a fini energetici. Ho sempre considerato illegno come il nuovo petrolio dell’Alta Irpinia, ma non sia come l’eolico: dalla materia prima bisogna estrarre valore, altrimenti tra dieci anni staremo qui a parlare di una nuova opportunità gettata al…vento”.