La tanto attesa e desiderata firma sul contratto con l'U.S. Avellino. Con lui suo papà, il grande Armando Guarnera Sr

Un ponte sull’oceano per rinsaldare un’amicizia: Armando, il ritorno di “the son of Lacedonia”

LACEDONIA – Lacedonia e New York, unite praticamente da nulla, se non da un bel po’ di lacedoniesi che nella Grande Mela hanno trovato approdo nel secolo scorso.

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Quando sembra che nulla unisca, ecco che il pallone ci mette una pezza. Da oggi è proprio quella sfera che rotola a creare un filo tra il paese altirpino e la metropoli a stelle e strisce, simbolo riconosciuto nel mondo di fascino e globalizzazione. Domani, infatti, l’U.S. Lacedonia, ma si può dire la comunità intera di Lacedonia, ospiterà la New York International Football Club per l’intera giornata, in nome di quei valori che dovrebbero accomunare chiunque rincorra la propria passione per il calcio: lealtà, amicizia, riconoscenza.

Tutto parte dal ritorno a Lacedonia del giovane Armando Guarnera, vent’anni, calciatore statunitense ma di chiarissime italiche origini: suo papà (nella foto in alto), che si chiama come lui, è nato a Palermo e parla fluentemente l’italiano, che Armando jr invece mastica poco (qui dobbiamo rimediare!).

Armando capitano al Viareggio di quest'anno
Armando capitano al Viareggio di quest’anno

Armando ha vissuto a Lacedonia quei quattro, terribili mesi che hanno caratterizzato l’orribile parentesi che ha visto le giovanili dell’Avellino in paese. Lui, ragazzo pulito e centrocampista di sostanza, è stato praticamente adottato dai cittadini di Lacedonia, specie da alcuni, che lo hanno volentieri ospitato nelle loro case per settimane intere.

Dopo quel triste periodo, Armando è tornato negli States. Si allena costantemente con la prima squadra dei New York Red Bulls e ha partecipato due volte, fascia da capitano al braccio, al Torneo di Viareggio, dove ha guidato una rappresentativa a stelle e strisce. Adesso il NY International FC è in Italia, dove si sta preparando al Torneo Internazionale di Agropoli. Domani sarà a Lacedonia per una giornata che sancirà un rapporto di gemellaggio tra le due compagini. In mattinata i ragazzi arriveranno in paese e saranno accolti dalla dirigenza, dal presidente Michele Rizzi e dall’allenatore Antonio Vece, oltre che dai tanti amici con cui non hanno mai interrotto i contatti.

Armando (a destra), un compagno di squadra e un trofeo
Armando (a destra), un compagno di squadra e un trofeo

Il pranzo si terrà presso l’Antica Ostaria del Valtuscano, mentre alle 16 l’impianto comunale “Tonino Arminio” ospiterà una gara amichevole tra le due compagini. Prima dei due inni nazionali e del fischio d’inizio verranno consegnate due targhe: una ad Armando, per celebrare il suo ritorno a Lacedonia, e un’altra alla squadra del New York International Football Club, in segno di amicizia e per augurare il benvenuto. Al termine della gara, invece, ancora un momento conviviale presso Food Lovers.

C’è grande gioia per rivedere un ragazzo che, nonostante la pessima avventura attraversata, non ha mai tolto il sorriso e ha sempre mostrato grande riconoscenza nei confronti dei lacedoniesi. Al punto che insieme a lui ci saranno anche i genitori. Armando continua a coltivare la sua speranza e il suo sogno di diventare un calciatore professionista. Ma non dimentica chi si è preso cura di lui nei momenti di difficoltà. Perché ormai è a tutti gli effetti “the son of Lacedonia”, il figlio di Lacedonia.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.