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Progetto Pilota: torna Borghi, ecco la proposta di strategia definitiva

NUSCO – Primo traguardo, e anche di una certa importanza, per la Comunità dell’Alta Irpinia.

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Stamattina, a Nusco, a partire dalle 10:30, alla presenza del coordinatore della Strategia Nazionale Aree Interne, l’onorevole del Pd Enrico Borghi, verrà presentata la proposta definitiva di strategia, che dovrebbe essere approvata proprio dal Comitato Nazionale per poi condurre alla firma dell’Accordo di programma Quadro.

Dopo la firma, un mese fa, dell’accordo da duecento milioni tra Regione Campania e Comunità (leggi qui), un nuovo passaggio nella strada che porterà all’operatività piena del Progetto Pilota. Si tratta del risultato di un lavoro durato oltre due anni, che ha visto nelle ultime settimane un’intensa attività da parte degli uffici regionali preposti e del Formez, che in tutto questo periodo hanno seguito da vicino la crescita del Progetto Pilota Alta Irpinia. Oggi verrà dunque presentata la versione definitiva delle famose schede riguardanti i vari ambiti d’intervento della Comunità: “Abbiamo completato il percorso”, afferma il presidente della Comunità dell’Alta Irpinia, Ciriaco De Mita.

Una veduta mozzafiato dell'Altopiano del Laceno
Una veduta mozzafiato dell’Altopiano del Laceno

Il Comitato dovrebbe approvare la proposta, mentre in settimana dovrebbe poi arrivare la comunicazione ufficiale di approvazione da parte del ministro della Coesione territoriale, Claudio De Vincenti. Un iter che, come detto, porterà alla firma dell’Accordo di Programma Quadro tra la Comunità stessa, la Regione Campania, i ministeri della Coesione territoriale, della Salute, dell’Istruzione, dei Trasporti, dei Beni culturali. La riunione di domani sarà però l’occasione anche per apporre la firma in calce a una nuova convenzione, dopo quella del catasto di un paio di mesi fa. I primi cittadini sigleranno infatti la convenzione per i servizi tecnologici dei comuni, oltre alla rete dei beni culturali, museali e naturalistici. Se la prima ha una certa importanza per il suo carattere di modernità, la rete ha una valenza molto elevata dal momento che uno dei cardini del Progetto Pilota relativamente allo sviluppo, come abbiamo avuto modo di scrivere altre volte, è il turismo.

Per riuscire a mettere sul mercato un’offerta turistica completa, è stato da tempo avviato un monitoraggio sui poli d’attrazione presenti nel perimetro dei venticinque e anche leggermente all’esterno. Poli d’attrazione, appunto, culturali, museali e naturalistici. Il settore però, nelle intenzioni dei sindaci, dovrebbe legarsi in modo molto stretto a quello dell’agricoltura, dando così vita a un turismo rurale che però includa anche momenti di approfondimento culturale. In generale, molto importante è il riconoscimento dello scorso luglio del Distretto turistico Alta Irpinia, che coincide con il perimetro dei venticinque comuni.

LA STRATEGIA. Venticinque comuni, 1.118 chilometri quadrati per poco più di 64mila abitanti. Sono questi i numeri della Comunità dell’Alta Irpinia. Accanto ai tre pilastri originari – sanità, istruzione, trasporti -, si è sviluppata una serie di proposte volte a innescare un processo di sviluppo basato sulle peculiarità del territorio. La proposta di strategia definitiva punta decisamente sul motore del turismo, da accendere puntando sul patrimonio artistico-culturale, su quelli che vengono definito “sistemi semi-naturali” (agro-silvo-pastorali), sulla tutela del territorio, sull’artigianato. Il tutto favorito dal riconoscimento, risalente alla scorsa estate, del Distretto turistico, coincidente con il perimetro dei venticinque comuni. Altre misure volte allo sviluppo riguardano la “cooperazione per il supporto alla competitività delle filiere forestali attraverso la sperimentazione di una gestione attiva del patrimonio forestale dell’Alta Irpinia”, il “Partenariato pubblico – privato per la cooperazione a supporto della filiera zootecnica e per la tutela e la valorizzazione dell’identità locale”. “La volontà di operare a sostegno della riscoperta e della promozione delle “specificità” del territorio – si legge nel documento -, migliorando gli strumenti e le metodologie atte alla valorizzazione delle risorse locali, ha orientato la scelta della strategia su iniziative che conducano alla costruzione di una offerta il più “identitaria” e integrata possibile per l’Area”. Un altro tassello importante è il rafforzamento delle filiere produttive tipiche di qualità.