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Pd, Generazione Futura: Primarie e congresso per riannodare i fili con la nostra gente

RED. – Riceviamo e pubblichiamo una nota da parte di Generazione Futura Irpinia 3.0.

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“Le primarie del PD si avvicinano. E il tam tam di questi giorni sarà quello di portare gente alle urne. Ci piace pensare che l’appuntamento delle primarie non debba essere una corsa, ma un modo per riallacciare quel filo rosso che da tempo si è smarrito tra il nostro popolo e il partito.

La campagna elettorale fino ad ora è stata silenziosa, non si è creato alcun pensiero. Lo scopo non deve essere tanto quello di ripetere come soloni i contenuti delle mozioni – che saranno anche importanti – ma comprendere il motivo per cui la nostra gente non si mobilita. Il clima non è di quelli giusti: non abbiamo ancora metabolizzato la sconfitta del referendum costituzionale e continuiamo a fare i soliti errori. A dicembre abbiamo perso perché si raccontava di una realtà che non esisteva, ora rischiamo un boomerang. Avremmo dovuto includere, invece di spingere gruppi del partito fuori. Questo appuntamento sarebbe potuto essere un modo per creare un contraddittorio, invece del pensiero unico.

Approfittiamo delle primarie per correggere il tiro: facciamo parlare la gente e vedere cosa pensa. Non dovremo lamentarci o tirar fuori numeri impossibili per giustificare una bassa affluenza, perché sarà tardi. Ci chiediamo: sono primarie aperte, cui in teoria potrebbero partecipare tutti gli elettori di centrosinistra, per quale motivo non si coinvolgono altri soggetti del nostro campo?

Al grande partito oneri e onori. Perché chi isola, poi rimane isolato. Soprattutto se la legge elettorale sarà di tipo proporzionale. Sosteniamo Renzi, nonostante gli errori che abbiamo più volte elencato. Altrettanto convintamente diciamo che per un giovane è semplice commettere errori e una seconda opportunità per riparare è opportuno darla. Non se ne parla, ma a queste primarie potranno votare anche i giovani dai 16 anni! 

logo Carta intestata Generazione Futuro

Ci piace pensare che in questi ultimi giorni che rimangono i giovani si interessino per pochi minuti al giorno di quello che succede intorno. E il 30 di aprile andare a votare per sentirsi partecipi. Può essere un modo per ripartire da quella fascia di elettori che ci ha votato contro al referendum e che non abbiamo compreso in fondo! Sicuramente il bonus dei 500 euro non è stata una grande trovata e lo dicono i numeri. Ci candidiamo ad essere il partito riformista e progressista ancora una volta, ma se non siamo noi i primi a coinvolgere i cittadini – anche con dibattiti sulla stampa, sui social – diventa la solita conta tra gli addetti ai lavori. Ad un politico senza la propria gente rimane solo il titolo e la cravatta, se non include.

Siamo al governo a tutti i livelli – chissà ancora per quanto tempo – ma abbiamo perso ad ogni appuntamento parte del nostro popolo che ci ha portato a quei livelli. Siamo tutti d’accordo che la crisi economica e sociale rende difficile operare, ma alle riforme fatte il popolo non risponde. E qualora non lo facesse, le riforme perdono legittimità. Riflettiamoci: si può verificare anche oggi, come nel 2013, quella sconfessione alle riforme fatte nel biennio del 2011-2012. Nel 2013 ci fu l’esplosione dei 5stelle. Oggi invece? 

Il congresso doveva essere e può ancora essere un modo per riannodare fili delicati tra il nostro elettorato”.