Avellino-Rocchetta

Il Cnr studia la Avellino-Rocchetta: Rigenerarla per avere risvolti economici e sociali

CALITRI – Avellino-Rocchetta, la ferrovia sospesa finisce sotto la lente d’ingrandimento del Consiglio nazionale di ricerca.

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E’ la novità, molto lieta, venuta fuori dalla tavola rotonda tenuta ieri in uno dei locali dei padiglioni che ospitano la 35° edizione della Fiera di Calitri, che proseguirà fino a domenica (leggi qui il programma completo).

Stefania Oppido, ricercatrice, e Serena Micheletti, borsista, lavorano presso l’Institute for Research on Innovation and Services for Development, del Cnr. Stanno conducendo uno studio sui patrimoni dismessi, in particolare proprio le ferrovie, e sull’impatto che potrebbero avere sulle aree interne. Uno studio che nei prossimi mesi verrà presentato a Roma, presso la Società Italiana Urbanisti, e poi a Lisbona.

Serena Micheletti e Stefania Oppido del Cnr
Serena Micheletti e Stefania Oppido del Cnr

Hanno presentato i risultati parziali proprio ieri a Calitri, ponendo l’accento in maniera particolare sulla necessità “non di rivalutare ma di rigenerare i 118 chilometri della tratta ferroviaria sospesa nel 2010. La rigenerazione consente di ottenere nuovi risvolti di tipo sociale ed economico – ha affermato la dottoressa Oppido -: la ferrovia può essere elemento portante dal quale devono irradiarsi nuove economie nel territorio”.

Lo stesso concetto era stato esposto anche dal professor Alfonso Nannariello, che ne ha parlato con riferimento al periodo della realizzazione della ferrovia (il 1875). “C’è la possibilità di innescare un processo che noi chiamiamo place based, vale a dire partecipato dalla base: gli studiosi e le comunità locali vedono allo stesso modo il problema e le possibili soluzioni”.

I partecipanti alla tavola rotonda
I partecipanti alla tavola rotonda

“Non ci dimentichiamo di quando ci chiamavano bimbi scemi o stupidi idealisti”, ha affermato riferendosi all’ex assessore regionale Sergio Vetrella Pietro Mitrione, anima dell’associaizone In_locomotivi, che da sempre si batte per la riattivazione della ferrovia. “La tratta – ha proseguito – è la metafora della scarsità di collegamenti in Irpinia: siamo l’unica provincia a non avere un collegamento ferroviario con Napoli. Ma oggi stiamo trovando un periodo di positività: la riattivazione del percorso turistico è tanto. Ad agosto potrà essere sfruttata fino a Lioni, e questo è un ulteriore passo per arrivare fino ad Avellino. Il fatto che la rete sia composta anche da Fondazione Fs, dal Ministero dei Beni culturali e dalla Regione Campania – ha concluso Mitrione – lascia ben sperare per il futuro”.

A questo proposito, Michele Maffucci, presidente dell’associazione “Sponziamoci”, ha aggiunto che il treno storico che l’anno scorso ha portato i visitatori da Rocchetta a Conza della Campania verrà messo nuovamente a diaposizione da parte di Fondazione Fs il 27, 28 e 29 agosto prossimi.

Il vicesindaco di Rocchetta, Pompeo Circiello
Il vicesindaco di Rocchetta, Pompeo Circiello

Presenti all’incontro anche il padrone di casa, il sindaco di Calitri Michele Di Maio, e Pompeo Circiello, vicesindaco del comune forse maggiormente interessato e penalizzato dalla chiusura dela tratta ferroviaria, Rocchetta Sant’Antonio. Circiello ha anch’egli sottolineato “l’importanza dell’infrastruttura e garantito l’impegno dell’amministrazione per il fine condiviso”. Di Maio ha invece approcciato la questione dal punto di vista dell’utilità della ferrovia, non soltanto a fini turistici: “Io credo – ha affermato – che una funzione molto importante potrebbe essere quella di trasporto merci. La strada ferrata sfiora ben sette aree industriali, compresa quella di Melfi che è casa del maggior volume di traffico presente sull’Ofantina. Questo potrebbe decongestionare l’arteria stradale, ormai diventata una pericolosissima camionabile, e favorire lo scambio di merci”.