Forza Italia bandiera

Forza Italia, tra i giovani scoppia il caos sulle quote. I fuoriusciti: Uno scempio, intervenga la De Girolamo

RED. – Pare diventare sempre più teso il rapporto tra i vertici del movimento giovanile di Forza Italia Benevento e chi fino a qualche mese fa ne faceva parte.

pa_banner

Pasquale Calabrese, Giovanni Caripinone, Giuseppe Mazzeo, Pietro Girardi, Luca Palumbo e Sabato Russo hanno infatti firmato e diramato una nota molto dura nei confronti delle modalità di gestione del movimento da parte di Evangelista Campagnuolo e Gabriele Di Marzo, rispettivamente coordinatore e vicario di Forza Italia Giovani. Di seguito, la nota integrale.

“Sembrerebbe che Campagnuolo e Di Marzo stiano perpetrando l’ennesimo scempio all’interno di Forza Italia Giovani. È in essere una loro proposta per approvare un regolamento che gli consenta di esigere costantemente del danaro dai membri del movimento. Una mossa che disincentiverebbe la partecipazione alla vita politica. Impensabile che un ragazzo che abbia la voglia di impegnarsi, e paga una tessera, debba versare altri soldi per fini non meglio specificati e con la minaccia di essere allontanati in caso di mancati versamenti.

Facciamo appello alla dirigenza provinciale del partito, ed in maniera particolare all’onorevole De Girolamo, affinché intervenga in questa questione assai spinosa. Appare quanto mai ridicolo provare a regolamentare una raccolta fondi che non ha motivo di essere mentre ci sono questioni assai più rilevanti, e legittime, da affrontare. Basti pensare al fatto che un coordinamento provinciale precedentemente formato da undici persone si compone, allo stato attuale, solo di quattro. È palese che la gestione di Campagnuolo e Di Marzo è del tutto fallimentare. Essa non consente al movimento giovanile di vivere di vita propria, i loro interventi pubblici sono volti unicamente ad applaudire iniziative intraprese da altri.

Il depauperamento contenutistico sarebbe, oggi, aggravato dalla volontà di chiedere un contributo forzato per partecipare alla vita di partito. Abbiamo un palese problema nell’avvicinare i giovani alla politica e pensiamo di farlo spillando loro del danaro. Tra l’altro, i giovani che dovrebbero aderire al movimento sono, in molti casi, studenti o disoccupati. Invece di affrontare la questione della mancanza di lavoro per i cosiddetti NEET, si pensa di chiedergli di contribuire economicamente e periodicamente per esercitare una loro passione. Invitiamo formalmente il Campagnuolo e il Di Marzo a fare marcia indietro sulla loro proposta politicamente criminale e a lasciare il movimento per dedicarsi ad hobby che non riguardino la politica”.