Croce bidoni e palco GSA 2

Grande Spettacolo e tutela dell’ambiente: scoppia il caso

MONTEVERDE – “Va fatto con criterio e pulizia, altrimenti Il Grande Spettacolo dell’Acqua non è un attrattore”.

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Scoppia il caso intorno a uno dei più grandi fenomeni culturali, di spettacolo e, insieme, umanitari che il Sud abbia conosciuto. Il “tavolo da gioco” della polemica è, come spesso accade ultimamente, la rete sociale di Facebook.

E’ il vicesindaco di Lacedonia, Antonello Pignatiello, una passione per l’ambiente e la fotografia, ad armarsi di macchina fotografica e a documentare la situazione in riva al Lago San Pietro, dove da dieci anni “La Fondazione Insieme per…” mette in scena Il Grande Spettacolo dell’Acqua, con grandissimo successo di pubblico e di critica e la possibilità, grazie a questo afflusso, di continuare a far vivere i propri progetti avviati in giro per il mondo.

Quello che Pignatiello pubblica (in alto e in calce al pezzo alcune foto), e che immediatamente diventa virale, è lo stato di abbandono della strumentazione utilizzata nell’allestimento della manifestazione. “Prima il terremoto, poi l’eolico, adesso vent’anni di Spettacolo dell’Acqua”, scrive il vicesindaco con riferimento alla notizia della concessione di terreni demaniali sulle rive del Lago per vent’anni ai comuni di Aquilonia, Bisaccia e Monteverde, per progettare una manifestazione che sia stabile. Concessione per la quale il Comune di Lacedonia non ha deliberato. “Non sarà una cementificazione delle coste della diga? Questo che vedete è quello che siamo costretti a subire noi abitanti di questa parte dell’Irpinia per quindici giorni di spettacolo, per di più in un Sito di Interesse Comunitario”, spiega ancora Pignatiello pubblicando immagini di rottami ferrosi e fusti, che fungono da galleggianti per la struttura, stoccati sulle rive del lago o in acqua.

Contattata per una replica, “La Fondazione Insieme per…” preferisce per ora non rispondere. Così, le uniche posizioni in difesa dell’organizzazione sono quelle di alcuni utenti che sempre su Facebook definiscono “sbagliato puntare il dito, sottovalutando che un’organizzazione così grande e complessa è difficile da gestire. Sicuramente non è una bella vista – si legge ancora -, ma non stiamo parlando di rifiuti tossici, ma di barili vuoti e di un’attrezzatura da lavoro che evidentemente non poteva essere in questo momento stoccata da altre parti”. Insomma, sembra di capire che proprio la concessione dei suoli e la possibilità di pianificare una logistica adeguata anche riguardo all’attrezzatura potrebbe essere la soluzione a questo tipo di problemi.

A questo proposito, Pignatiello ha affermato ai colleghi di Terre di Frontiera: “Prima di avviare l’iter in Regione, ci sarebbe piaciuto confrontarci e coinvolgere cittadini, associazioni e studenti. Invece, solo qualche raro incontro tra i quattro sindaci. E’ funzionale a tutti parlare di sviluppo, ma lo sarebbe di più se partissimo da alcuni pilastri condivisi di concretezza. Non sappiamo quali siano le ragioni di opportunità che dettano questo tipo di azione. Ma soprattutto, non conosciamo le ricadute e gli effetti su un territorio già sufficientemente deturpato come il nostro”.

Dall’amministrazione comunale di Monteverde (comune sul cui territorio si svolge lo spettacolo e di cui fa parte la sponda del lago oggetto della polemica), intanto, filtra la volontà di organizzare un’assemblea pubblica per rispondere sul punto.