Un tratto della SP 91 bis Vallata-Scampitella

Strade provinciali, la Baronia dalle parole ai fatti: Siamo esausti, blocchiamo l’autostrada

VALLATA – Otto sindaci compatti e determinati in lotta contro l’abbandono di strade ridotte a mulattiere.

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I primi cittadini dei comuni dellla Baronia guideranno la protesta che il prossimo 1° luglio porterà al blocco del casello autostradale di Vallata. La richiesta di un incontro a Palazzo di Governo per illustrare la situazione al Prefetto Carlo Sessa non sarebbe stata evasa. Da qui, come era stato garantito nella riunione dello scorso 12 giugno (leggi qui), la decisione di passare alle vie di fatto.

“Siamo stati completamente ignorati dalla Prefettura – denuncia il sindaco di Vallata Giuseppe Leone, che da mesi sta conducendo questa battaglia per la condizione delle strade provinciali -, per cui adesso basta. Abbiamo deciso di farci sentire come si deve. D’accordo con gli altri sette sindaci, abbiamo stabilito che sabato 1° luglio bloccheremo il traffico poche centinaia di metri sopra al casello autostradale di Vallata”. Una decisione estrema, che si affianca a una situazione estrema. “Le strade provinciali del nostro territorio versano in condizioni pietose – denuncia ancora Leone -, e noi non ci stiamo assolutamente a farci prendere in giro dalla Provincia. Se poi, nel frattempo, dovesse arrivare qualche segnale da queste istituzioni, ne prenderemmo atto”.

Giuseppe Leone, sindaco di Vallata
Giuseppe Leone, sindaco di Vallata

“La situazione è diventata insostenibile. Nel territorio del solo Comune di Trevico – prosegue la fascia tricolore di Vallata – insistono arterie provinciali per oltre trenta chilometri, e l’incuria totale dell’ente intermedio le ha ridotte a un colabrodo. Lo stesso vale per la Sp 91 Bis (lungo la quale avverrà il blocco tra Vallata e Scampitella, ndr) e per la Sp 281 Fondo Valle Ufita, dove la manutenzione e quindi la sicurezza sono totalmente sconosciute. Delle voragini che si presentano lungo la strada sono state vittima decine di mezzi, tra cui anche ambulanze e auto delle forze dell’ordine: ma noi non viviamo nella savana, e se il presidente Gambacorta non sa fare il suo mestiere e non riesce a garantire nemmeno un minimo di viabilità nelle nostre aree – chiude Leone -, allora deve dimettersi”.