Cancian Lacedonia 4

“Milleottocento e 1 passaggi”, la prima edizione è già un successo: ventitrè gli iscritti da tutta Italia

LACEDONIAVengono da Piemonte, Sicilia, Sardegna, Campania.

Fiera Di Calitri prova

Sono ben ventitrè – per un totale di 65 foto – i fotografi che da tutta Italia hanno scelto di partecipare a “Milleottocento e 1 passaggi”, il progetto nato a Lacedonia per iniziativa del MAVI (Museo Antropologico Visivo Irpino), del Comune di Lacedonia, di LaPilart-associazione di promozione sociale, di InfluAzioni-festival delle arti e della Pro Loco “Gino Chicone” di Lacedonia, in collaborazione con Cortona On The MoveInternational Photography Festival.

Un successo netto e per certi versi inaspettato, se si considera che si tratta dell’esordio assoluto dell’iniziativa. Il tema della prima edizione è “Un paese italiano, 2017”: venti gli scatti scelti dalla giuria (in basso, i componenti), che i partecipanti si sono dilettati a reinterpretare in chiave attuale, così da creare un filo indissolubile tra passato e presente. Il carattere processuale ed evolutivo del concorso rappresenta la sua stessa peculiarità: la decisione di scegliere venti immagini ogni anno garantirà infatti al concorso durata novantennale. Gli scatti dei partecipanti andranno inoltre ad arricchire l’archivio del MAVI, che un giorno disporrà quindi di 3602 foto. In tal modo, parallelamente allo sviluppo dell’arte fotografica, sarà possibile fermare con uno scatto l’evoluzione dell’essere umano: dunque, “la fotografia come mezzo per cogliere l’uomo del XXI secolo, così come, crediamo, Cancian ha colto ‘l’uomo’ in un paese irpino nel 1957”, spiegano dall’organizzazione.

L’atto finale dell’evento si terrà dal 9 all’11 agosto a Lacedonia: alla presenza del professor Frank Cancian e della sua famiglia, verranno rese note le venti foto dell’antropologo americano selezionate quest’anno e quelle dei vincitori e si terranno momenti di approfondimento sull’importanza della rete museale per lo sviluppo del turismo nelle aree interne.

1801 passaggi

LA GIURIA.

Sarà un sestetto di spessore a valutare le immagini. La giuria sarà infatti composta da:

Antonio Carloni – direttore esecutivo COTM

Salvatore Di Vilio – fotografo

Nicola Loviento – consigliere nazionale FIAF

Annalisa Cervone – antropologa

Aldo Colucciello – antropologo

Leandro Pisano – giornalista

Cos’è il Museo Antropologico Visivo Irpino

Il MAVI, che verrà inaugurato il prossimo 9 agosto, ha sede in uno stabile dell’Ottocento nel cuore di Lacedonia, in passato adibito a carcere circondariale e poi a pretura mandamentale e ristrutturato dopo il sisma del 1980, a due passi dallo storico Istituto Magistrale “Francesco De Sanctis”.

La tabella d'ingresso del Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia
La tabella d’ingresso del Museo Antropologico Visivo Irpino di Lacedonia

E’ figlio della curiosità di un giovanissimo antropologo, prima, e della passione civile di un gruppo di lacedoniesi, poi. Il Museo Antropologico Visivo Irpino è un progetto che nasce alcuni anni fa, dopo la pubblicazione del libro “Lacedonia, un paese italiano, 1957”, di Frank Cancian. Elemento fondante del museo è costituito dalle 1801 foto che il professor Cancian ha messo a disposizione dei visitatori. Si tratta di immagini scattate tra il gennaio e il luglio del 1957, periodo che l’allora ventiduenne Cancian trascorse a Lacedonia dopo aver vinto una borsa di studio con La Sapienza di Roma. Le foto sono preziosissime (non a caso hanno avuto l’immediato ed entusiasta sostegno della Sovrintendenza e della Regione), perché ci restituiscono con vivace immediatezza e con forte impatto visivo ed emotivo lo spirito di quel tempo e di quel mondo contadino ormai scomparso a seguito dell’emigrazione, dopo le enormi trasformazioni del secondo dopoguerra.

Si tratta di scatti che ritraggono i cittadini di un piccolo paese dell’entroterra irpino nella loro quotidianità: al lavoro, a scuola, in casa, nelle masserie, durante le processioni, al bar, in piazza, nel corso di cerimonie. Volti ed espressioni che affermano con incisività ciò che non sempre si ritrova nelle testimonianze scritte.

La ricerca di materiale finora ritenuto di scarso valore per la storia (proverbi, canzoni, foto, quadri) è dunque l’obiettivo del museo: il tutto andrà ad arricchire la già copiosa Collezione Cancian.

museomavi.it