terremoto

Prevenzione sismica, potenziata la rete nel Sannio: attive 19 stazioni

RED. – “Una nuvola di dodici stazioni sismiche, a cui si aggiungono ulteriori due stazioni in provincia di Campobasso e altre due in provincia di Potenza, spia il cuore del Sannio, ne ausculta i battiti, registrando tutte le anomalie, anche quelle meno appariscenti, misurando le emissioni di energia e gli spostamenti delle rocce in profondità fino in superficie. Si individuano, così, le aree con dinamica in atto, distinguendole tra quelle con dinamica ricorrente ovvero tra quelle con dinamica silente. Si cerca la conferma dell’attività di talune faglie, tenendo d’occhio quelle ferme da tempo, individuandone magari anche di nuove”.

pa_banner

Inizia in questo modo una nota a firma di Pietro Antonio De Paola, direttore dell’Osservatorio Sismico “Luigi Palmieri”.

“Già, le faglie. Quelle fratture che tagliano i corpi rocciosi e lungo le quali questi ultimi si muovono, rilasciando quella energia meccanica che genera i piccoli ed i grandi terremoti dell’Appennino. E nella nostra area, il Sannio, in particolare, di faglie ce ne sono tantissime; alcune lunghe decine di chilometri orientate secondo la direttrice appenninica e responsabili dei grandi terremoti distruttivi registrati nel Sannio, quelli del 1139, 1456, 1688, 1732, 1805, 1930, 1962, 1980, tanto per citarne alcuni. Altre faglie intersecano, invece, l’Appennino Sannita in senso trasversale e capaci di generare terremoti, in genere con emissioni energetiche più contenute. Il contesto appena accennato genera complessità strutturali non ancora completamente studiate.

Da qui l’importanza di una rete sismica locale – continua la nota – che, nel medio-lungo periodo, può contribuire a chiarire le geometrie delle faglie, i rapporti reciproci, le energie in accumulo e quelle liberate: in una parola, a definire meglio la pericolosità sismica e, conseguentemente, a mitigarne il rischio. L’entusiasmo con il quale l’Osservatorio sismico “Luigi Palmiere”, dislocato a Pesco Sannita, segue il programma di attività deriva dalle nuove adesioni di Comuni ad implementare la rete sismica. Nei giorni scorsi sono state installate quattro nuove stazioni sismiche di ultima generazione nel Comune di Riccia, in provincia di Campobasso, grazie alla fattiva collaborazione dell’Amministrazione Comunale e dell’Assessore dott. Gabriele Testa; nel Comune di Altavilla Irpina, in provincia di Avellino, sostenuta dall’Amministrazione Comunale e dall’Assessore dott. Taddeo Bonifacio; nel Comune di Pesco Pagano, in provincia di Potenza, promossa con il rapporto di collaborazione con il Gruppo Lucano di Protezione Civile presieduto dal dott. Giuseppe Priore; nella Città di Benevento, posizionata nei locali sotterranei della Rocca dei Rettori, grazie all’impegno sostenuto dal Presidente Ricci, dal Segretario Generale Nardone e dai funzionari del Settore Tecnico.

Le preesistenti stazioni risultano allocate ad Airola, Baselice, Buonalbergo, Cusano Mutri, Faicchio, Pannarano, Pesco Sannita, S. Angelo a Cupolo, Sassinoro e Torrecuso, tutte in provincia di Benevento, oltre alle stazioni di Macchia Valfortore in provincia di Campobasso e Viggiano in provincia di Potenza; completano la rete sismica ulteriori tre stazioni satelliti ubicate in centro Italia. I risultati di oltre un trentennio di attività (avviata bel lontano 1986, allora come oggi su base esclusivamente volontaristica) si compendiano chiaramente nel quadro di ricerca sopra accennato. Essi si concretizzano non solo nell’ampliamento della rete sismica, che si sviluppa oggi su una base a direttrice appenninica di 162 chilometri di lunghezza, necessaria per ottimizzare l’out-put dei segnali sismici registrati dall’intera rete sismica; ma comprendono anche il potenziamento ed il rinnovamento delle apparecchiature scientifiche e la contemporanea adozione di potenti ed aggiornati strumenti di calcolo, quali ad esempio quelli della Nanometrics Apollo Server e Apollo Project, oltre al sistema di acquisizione e autolocalizzazione Seiscomp 3.

Alla comunità Sannita – conclude la nota -, che in maniera entusiastica e volontaristica si intende ancora servire, l’Osservatorio Sismico “Luigi Palmieri” chiede di seguirne le attività, anche sul sito http://win.nprotezionecivile.it/quake/quake.html oppure dalla pagina principale del nostro sito www.nprotezionecivile.it di augurargli buon lavoro, con l’auspicio di squarciare quei veli che ancora avvolgono i tanti e complessi processi fisici che incessantemente si svolgono nelle profondità della terra e che rendono ancora imprevedibile il fenomeno terremoto”.