Consiglio comunale 7.7.16

Lacedonia, la minoranza attacca: Un paese in parcheggio, la maggioranza si dia una sveglia

LACEDONIA – Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo consiliare di minoranzanzara di Lacedonia.

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“Si immagini una vettura in panne, parcheggiata in una piazzola di sosta, con il cofano fumante ed i viaggiatori rassegnati ed imbambolati. Ecco, questa è diventata oggi la comunità di Lacedonia, in stallo, dal punto di vista delle attività economiche, con capannoni vuoti ed obsoleti nell’area industriale, emarginata sul piano politico e sindacale, avvolta da una frastornante cappa, spenta nel confronto civico.

Parliamo del paese dove il De Sanctis, nel lontano 1878, volle il prestigioso Istituto Magistrale, uno dei primi in Italia, quel paese che fu un florido centro culturale e sede negli anni sessanta e settanta dei più rilevanti uffici zonali e periferici. Oggi, si contano poco più di 2.000 anime che vi dimorano stabilmente, con attività commerciali che chiudono e non si rinnovano, con un’alta disoccupazione giovanile (non essendosi creato un solo posto di lavoro), opere pubbliche ferme al palo, mancanza di strutturali interventi strategici di lungo periodo, con una qualità della vita scadente, un livello dei servizi che segna una parabola sempre più discendente, isolato nei collegamenti e, come 50 anni fa, con le pluriclassi nella scuola dell’obbligo.

Una comunità sedata dall’immobilismo, dove non accade nulla, tanto che nelle sue “comunicazioni” in consiglio comunale il sindaco dichiara: “Non ho da fare alcuna comunicazione”. E’ come voler ammettere pubblicamente: “non abbiamo nulla da dire perché non facciamo nulla”. Oppure: “sarà una sorpresa quello che vi stiamo preparando”.
Effettivamente, una situazione da far rabbrividire, scioccante, quasi surreale; ma, di fronte a questo quadro catastrofico, chi governa il paese da quasi un anno e mezzo, invece di tentare di dare risposte, approntare soluzioni, favorire il coinvolgimento di quanti più attori possibili presenti sul territorio, va alla ricerca dei presunti responsabili, autoassolvendosi da ogni onere e dichiarandosi alieno. La maggioranza aizza i cittadini contro coloro a cui andrebbero imputate, a loro dire, le colpe.

Cercano di assopire e fuorviare i cittadini affinché rimuovano dalla memoria ben dieci anni di amministrazione del periodo 2006 – 2016, cinque dei quali vissuti da protagonista, in qualità di assessore, dal sindaco in carica. Insomma, la condizione attuale in cui è piombato il paese è colpa, secondo la visione inebriante della maggioranza, dei consiglieri comunali di minoranza. A dire il vero, additare il gruppo di opposizione quale artefice del degrado a tutti i livelli, nuoce più alla maggioranza che alla minoranza. Si vuole solo ricordare che, in consiglio, il rapporto è 8 consiglieri contro 3, e quando hanno voluto, hanno sempre fatto valere i loro numeri al momento della “conta”. Quindi, delle proprie deliberazioni consiliari sono loro gli unici responsabili, sia di ciò che votano sia di ciò che non portano in consiglio ma che approvano con atti di Giunta e con atti di indirizzo ai funzionari, sui quali la minoranza può solo esercitare un’azione di controllo.

E se poi la minoranza ha capacità dialettica che a loro difetta (protraendosi a volte i consigli comunali anche per molte ore) evita che l’azione amministrativa prenda direzioni scellerate invocando il rispetto della legge, dello statuto e dei regolamenti, affonda nell’analisi delle problematiche da esaminare dimostrando padronanza degli argomenti, e se tutto ciò comporta il singultare dell’agire amministrativo, questo non può essere pretestuosamente ascritto alla minoranza, ma è dovuto all’inadeguatezza della maggioranza nel fronteggiare le questioni poste sul tavolo, ai tanti “non lo so” oppure “non ricordo”, al balbettare dei responsabili di area chiamati a rispondere in consiglio, all’imbarazzante gelo, e silenzio, che scendono nell’aula consiliare, per lunghi momenti, quando si rimane muti, come pugili suonati, ai tanti interrogativi che pone il gruppo di minoranza.

E di fronte alle tante proposte, presentate dai consiglieri di opposizione sotto forma di emendamenti al bilancio, non ci si è voluti neppure confrontare nel merito: tutte bocciate e basta, con il pretesto della non copertura finanziaria; ma poi, quando vogliono, come nel consiglio del 21 settembre scorso, dirottano sul corrente bilancio 80.000 euro di avanzo di amministrazione dell’anno precedente. Alchimie contabili. Finanza creativa! Come il maldestro tentativo di “magia” in consiglio, non riuscito, per “non spiegare” due determine di circa € 80.000 (entrambe sotto i 40.000€, giusto per stare sotto soglia) con cui hanno affidato l’organizzazione dell’estate 2017 e del progetto “Regina viarium” ad una società esterna. Nessuno ha capito! Perplessi anche gli amministratori. 

Eppure, molti cittadini ci riferiscono che si sarebbero accontentati di una gestione amministrativa più oculata e corretta, con un minimo di programmazione:
– un paese più pulito
– l’apertura della casa di riposo per non autosufficienti e una gestione più efficiente della struttura già esistente
– che la mensa scolastica partisse ad inizio anno scolastico
– che fosse attuato un ordinato piano traffico
– che gli uffici fossero solerti nella evasione delle pratiche
– che le strade cittadine fossero riparate e percorribili
– che la pubblica illuminazione irradiasse tutte le zone del paese, ovviamente piazza compresa (da quasi un anno irraggiata da fari disadorni!!!)
– che la tassa sui rifiuti almeno non aumentasse, senza la pretesa che fosse ridotta
– che per i servizi comunali in scadenza si facessero le gare senza proroghe infinite
– che sulle questioni ambientali si fosse fatta luce, attraverso un monitoraggio su tutto il territorio, sulla salubrità del suolo, del sottosuolo e delle acque. La minoranza ha in corso una petizione popolare che, a detta del sindaco, sarebbe inutile perché lui sta già provvedendo alle dovute verifiche. Sapremo finalmente se vi è un eventuale nesso di causalità con le tante dipartite per malattie tumorali. 

Anche per l’inefficace “ordinaria amministrazione” si vuole dare la colpa alla minoranza? Forse è il caso che si faccia un minimo di autocritica, più che mostrarsi inghirlandati in parate e passerelle, immaginando così di acquattare i tanti problemi che attanagliano la comunità.
Perciò, si suggerisce alla maggioranza consiliare:
– che dopo 16 mesi, per la prima volta, tenga una assemblea aperta ai cittadini. La tanto decantata “democrazia partecipata” sia effettiva, produca confronti, condivisioni e protagonismo della società civile
– che denunci pubblicamente le pur numerose ed annose questioni che dicono di aver ereditato dal passato (un passato che il sindaco ha congegnato e che si ripresenta ogni volta, come un fantasma, nei consessi istituzionali).

Si indichino allora i veri “colpevoli” dello status quo per i pregressi 10 anni di disastrosa amministrazione
– che ponga fine allo stucchevole rimpiattino tra sindaco e vicesindaco (gira in tasca con le sue dimissioni, mostrandole ai più). Si decida: o dentro o fuori
– che presenti alla collettività 4 / 5 punti prioritari e nevralgici su cui intende concentrare la propria azione (magari concordandoli con i cittadini e le associazioni), dichiarando con cadenza temporale certa l’impegno profuso per realizzarli; si pensi all’occupazione, alle opere pubbliche, all’ambiente, all’organizzazione degli uffici, al turismo e valorizzazione locale. Ci sia trasparenza nel chiarire i benefici e le ricadute in loco per la partecipazione ad organismi sovracomunali per programmi in sinergia (progetto “aree interne”, contratto di lago “Aquilaverde”, rilancio area industriale del Calaggio).

Sarebbe un inizio, anche se tardivo, un modo per provare ad abbandonare quella piazzola di sosta, uscire dal “parcheggio” e ripartire, non lasciando a piedi nessuno e raccogliendo le istanze di tutti. Però, comprendiamo pure che probabilmente è più comodo dire: “tutta colpa della minoranza, che ci blocca”. E pensare che finora c’è stato pure qualcuno che ha abboccato, ma non si creda di apparire candidi ed illibati raccontando questa storiella per tutto il mandato amministrativo. Arriverà il momento in cui i nodi verranno al pettine e si dovrà rispondere del proprio operato.