Luigi Iavarone

Alta Irpinia, Iavarone attacca i sindaci: Mentalità localistica e da post-terremoto

CALITRI – “Mentalità da post-terremoto e approccio localistico alle questioni”.

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Nel mirino di Luigi Iavarone ci sono i sindaci e l’amministratore delegato di Iavarone Wood Technology – start up innovativa che cura i programmi di ricerca e sviluppo di nuovi prodotti della Iavarone Legnami, gruppo napoletano specializzato nella lavorazione del legno, con braccio di produzione presso la zona industriale di Calitri – non ci va tanto per il sottile.

“Molti primi cittadini dell’Alta Irpinia devono capire che il libro dello sviluppo, come lo si è inteso finora, è finito. Va chiuso, messo in biblioteca e sostituito con il libro del nuovo sviluppo, che parte dalla creazione del senso di comunità”. Parole piuttosto dure, che si accompagnano a una spiegazione più chiara. “Si tende a portare ai tavoli – afferma infatti Iavarone – una lista di esigenze, che pure ci sono, ma che dovrebbero venire dopo: il giusto processo prevede che si parta da una serie di proposte, per arrivare a colmare le esigenze”.

Ciò di cui questo territorio (“che io vivo intensamente”) avrebbe bisogno è una “mentalità europea, o quantomeno nazionale. Ho constatato troppe richieste e poche proposte, invece del contrario. Da questo punto di vista, mi sento di appoggiare, e non mi capita spesso – sorride Iavarone – il discorso fatto domenica scorsa a Montella da Ciriaco De Mita, che ha richiamato l’importanza del concetto una comunità e non di comune: pensare quindi al senso progettuale e di potenziamento delle risorse”.

Cosa si può fare? Per Iavarone un ruolo impoirtante può assumerlo Confindustria. “Manca un marchio-Irpinia che possa essere esportato, una progettualità da arricchire in maniera corposa e da presentare in consessi che non siano quelli strettamente locali. Se si dice Irpinia, a cosa si pensa? A nulla: questo posto, nell’immaginario collettivo, non è legato a nulla. Eppure ha eccellenze in ogni ambito, oltre a essere un territorio meraviglioso. Sono altirpino d’adozione, vivo l’Alta Irpinia e mi rendo conto che le potenzialità sono quasi completamente inespresse. Bisognerebbe fare in modo che i rappresentanti istituzionali possano sedere ai tavoli nazionali a parlare di un qualcosa di riconoscibile. Invece sembra si continui a leggere il cahier de doleance e il territorio resta al palo, svuotandosi di anno in anno”.

“Non possiamo morire inseguendo i Psr – conclude Iavarone -, ma dobbiamo mescolare alla finanza agevolata quella tradizionale, privata. Oltre a un ricambio generazionale che deve riguardare tutti i settori, da quello politico a quello imprenditoriale”.

Domenico Bonaventura

Informazioni su Domenico Bonaventura

Classe 1984, lacedoniese d'origine e lacedemone di spirito. Direttore responsabile de Lanostravoce.info. Appassionato di attualità politica, sportiva e mediatica. Laureato in Scienze Politiche, indirizzo Comunicazione politica, economica ed istituzionale, presso la Luiss "Guido Carli" di Roma. Sono autore del saggio "Parole e crisi politica" (Ilmiolibro.it - 2013). Iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti, collaboro con la redazione di Avellino de Il Mattino e sono responsabile di diversi uffici stampa.