Elettrodotti e torri eoliche

Lacedonia e le convenzioni in comune, le osservazioni di Pennacchio

LACEDONIA – Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere di minoranza Felice Pennacchio, assente nel consiglio comunale di ieri, osservazioni in merito ai due schemi di convenzione votati (leggi qui).

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TERNA. “Premesso che: – sarebbe stato preferibile la convocazione di una riunione dei capigruppo che avrebbe meglio favorito il confronto e l’approfondimento, anche al fine di presentare al consiglio comunale unabozza quanto più ampiamente condivisa;

– pur avendo ricevuto \a bozza in oggetto da qualche mese a mezzo posta elettronica, essa non era corredata dall’Allegato 1 – “Scheda relativa al progetto”, pertanto allo scrivente non è dato conoscere gli interventi di interesse collettivo proposti dalla maggioranza consiliare a titolo di riqualificazione territoriale ed ambientale da realizzarsi nel comune di Lacedonia produco le seguenti osservazioni: art.2)è testualmente riportato che trattasi solo di “realizzazione delle opere … anche mediante un contributo fornito da Terna … comprensiví di I.VN”.

Da ciò deduco che: – le opere non saranno interamente finanziate da Terna, la quale “partecipa” solo con un suo contributo, e quindi I’opera dovrà essere integrata finanziariamente con somme a carico del bilancio comunale, mentre il contributo di Terna ammonterà non a 610.000,00 euro, ma solo a 500.000,00 euro, considerato al netto di I.V.A.; art 2 punto a) il contributo è riconosciuto solo se entro 60 giorni si verifichino, contestualmente, una serie di eventi. Da ciò deduco che: – I’erogazione delle somme indicate è soggetta a “condizione sospensiva”, il contributo non è certo, mentre si chiede al Consiglio comunale di approvare una convenzione che poggia su variabili indeterminate; – nulla viene disciplinato, tra gli impegni di Terna, per danni causati a strade [comunali e private) ed alla viabilità in generale per la realizzazione dell’elettrodotto; art 2 punto b) il residuo importo del 25% è legato non solo al completamento della realizzazione dell’elettrodotto, ma anche alla sua contestuale “entrata in esercizio”.

Da ciò deduco che: – non sono ad oggi noti i tempi di “entrata in esercizio” né Terna li definisce; f_ ,, – qualora l’elettrodotto non, entri MAI in esercizio, l’A.C. sarà costretta a restituire .l quanto già eventualmente incassato, oltre che trovare nuove fonti di copertura finanziaria aggiuntiva p-er- completare, e SOLO a proprie spese e della comunità, le opere di compensazione avviate di cui all’Allegato 1; art 3) viene chiarito che il Comune si impegna: – ad eseguire a propria cura e spese le opere di riqualificazione; a produrre attestazione accompagnata da apposita perizia giurata di professionista all’uopo abilítato”; – a favorire la realizzazione e la messa in esercizio dell’elettrodotto…prevenire e dirimere ogni conflitto territoria e sociale che dovesse sorgere”.

Da ciò deduco che: – seppur con il contributo finanziario di Terna [che si è già detto non è neppure certo, dipendendo esso da più variabili, l’Ente si troverebbe a progettare e realizzare delle opere che, inizialmente, troverebbero apporto finanziario di. terzi da allocare in apposita voce di bilancio, ma, qualora non si verificassero alcune condizioni e se l’elettrodotto non fosse completato e non entrasse in esercizio, ciò avrebbe gravi ripercussioni sugli equilibri contabili dovendosi stornare quanto anticipato in varie tranche [almeno il 75% del contributo complessivo eventualmente versato, pari a circa € 450.000,00 compreso di I.V.A., da restituire in tempi stringenti (massimo 4 mesi – punto 1 dell’art. 4 della convenzione); – la richiesta di attestazi#,ne di professionista abilitato, che stravolge le norme basilari del diritto amministrativo e confligge apertamente con I’art. 107 del T.U.E.L. -Funzioni e responsabilità della dirigenza. Il Comune non è soggetto privato, è invece Ente di diritto pubblico per eccellenza, costituzionalmente riconosciuto e, in ossequio al citato T.U.E.L., DEVE awalersi dei propri Uffici e dei rispettivi Capi Settore circa le opere di compensazione e riqualificazione e sulla loro realizzazione a regola d’arte, e non quindi di “professionisti esterni”, tanto più che le opere suddette saranno assoggettate alla gestione ed alla direzione degli Uffici comunali sotto la propria responsabilità; – non si colgono e non sono perimetrati gli impegni da parte del Comune nel “favorire” la realizzazione dell’elettrodotto, e ciò potrebbe costituire fonte di possibile contenzioso e motivo, da parte di . Terna, di risoluzione della convenzione, per “oggetto non determinato o indeterminabile”.

Inoltre, l’A.C. non può certamente farsi carico ed assicurare di “prevenire” possibili conflitti sociali e territoriali che sarebbero la causa della restituzione, entro 4 mesi, di quanto eventualmente erogato. Il Sindaco non è un monarca che può reprimere con l’ausilio del proprio esercito i diritti fondamentali di libertà, costituzionalmente garantiti agli artt. 77 – IB – 21a cittadini che non possono essere considerati dei sudditi”. Per “dirimere” eventuali conflitti [come testualmente scritto in convenzione] il vigente ordinamento giuridico italiano prevede apposite e competenti Autorità, tra cui non figura di certo un ente locale; art 4) Viene espressamente dichiarato che se entro 24 mesi dalla prima erogazione non si dovesse realizzare I’elettrodotto e le relative opere connesse, l’Ente è tenuto alla restituzione delle somme erogate, anche per cause non imputabili ad essa. Pertanto, invito il Consiglio comúnale a una analisi più approfondita sulle criticità che ho sollevato che, se dovessero essere condivise, auspico portino ad una revisione dei termini della convenzione.

LA PROPOSTA. Oltre a riconsiderare e riformulare quanto focalizzato negli articoli richiamati, sulla scorta delle osservazioni e delle perplessità ampiamente espresse neìle precedenti pagine, si propone che Terna destini in favore del comune di Lacedonia presso un Istituto di credito l’intero importo offerto a titolo di compensazione, da vincolare e senza possibilità da parte dell’Ente di utilizzazione, fino alla completa realizzazione e messa in esercizio dell’elettrodotto e delle relative opere connesse, concordando un tempo massimo da definire. Ad opere completate ed immediatamente dopo l’entrata in esercizio dell’elettrodotto, tali somme saranno oggetto di svincolo e messe nella disponibilità del Comune, che le impegnerà quale misura di compensazione e di riequilibrio ambientale per progetti da realizzarsi entro un termine da concordare”.

WIND FARM. “Premesso che – sarebbe stato preferibile la convocazione di una riunione dei capigruppo che avrebbe meglio favorito il confronto e I’approfondimento, anche al fine di presentare al consiglio comunale una bozza quanto più ampiamente condivisa; produco le seguenti osservazioni: art.3) l’impegno da parte della società a versare entro 1-5 giorni “dall’entrata in esercizio” dell’impianto l’importo di € 140.000,00 non è definito e determinato. Tale termine va dunque indicato; art. 4) il Comune non offre collaborazioni per accelerare iter amministrativi, prestandosi a trattamenti di favore. L’Ente deve attenersi scrupolosamente alla normativa vigente e al rispetto dei tempi previsti e dei propri regolamenti, impegnandosi, tutt’al più, ad improntare la propria azione a criteri di efficacia, efficienza, economicità, come immagino già faccia; art. 10) risulta gravoso e fonte di possibile responsabilità l’impegno a “non procurare danno alcuno aI sottostante cavidotto” nell’attività di manutenzione delle strade.

Andrebbe quindi previsto, in aggiunta al contributo una tantum,la stipulazione di apposita polizza assicurativa i cui costi sarebbero da imputare alla Wind Farm s.r.l.; art. 11) la “interruzione della realizzazione dell’impianto” potrà essere decisa entro termini temporali da definire e dovrà comunque prevedere interamente a carico della società il ripristino dello stato quo ante, non essendo imputabile alla volontà dell’Ente la stessa interruzione. Circa la “interruzione dell’esercizio dell’impianto” è facoltà della Società interromperlo in qualsiasi momento, fermo restando che le somme erogate non saranno oggetto di restituzione. Ciò in considerazione che all’art. 3 l’importo una tantum è versato entro 15 giorni dalla data di entrata in esercizio [che, come detto, va indicato) e che eventuali differenti scelte strategiche della Wind Farm non possono gravare sull’Ente che avrà, nel contempo, ottemperato a quanto previsto all’art. 5 e all’art. 6 punti aJ – b) in favore di essa. Pertanto, invito il Consiglio comunale alla riformulazione di quanto contemplato agli artt. 3 – 4 – 10 – 11, auspicando una revisione dei termini della convenzione”.