Eolico assai

Lacedonia, passa la mozione eolico zero. Minoranza contraria, Pignatiello: Ora coinvolgere gli altri comuni interessati

LACEDONIA – Sembra che la maggioranza si sia ricompattata intorno allo stesso tema che ne aveva causato la frattura.

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La mozione eolico zero, (ri)presentata in consiglio comunale con alcune modifiche sostanziali rispetto alla volta scorsa, è stata infatti votata all’unanimità dai consiglieri che sostengono la giunta guidata dal sindaco Antonio Di Conza. L’unico consigliere di minoranza presente, il capogruppo Gerardo Palladino (Felice Pennacchio era assente mentre Antonio Fusco come sempre si è accomodato tra il pubblico per evitare conflitti di interesse), ha invece votato contro, snocciolando una serie di ragioni che lo hanno condotto a questa decisione.

“Ho scelto di dire no a quel testo – ha esordito il primo cittadino – perché ho avuto l’impressione che si stesse facendo non una discussione ampia, ma piuttosto imperniata su alcune società e alcune persone in particolare, quando in realtà i progetti presentati sono anche altri. Era giusto chiarire che non si fa la guerra a una società o auna persona, ma al sistema così com’è congegnato. Il testo – ha aggiunto Di Conza – è stato modificato tenendo in considerazione i provvedimenti che sono intervenuti. La mozione è una dichiarazione d’intenti, volta a sensibilizzare la Regione e a permettere l’accesso ad altre forme di energie rinnovabili per le imprese agricole, che ne hanno bisogno”.

“Non si tratta di un attacco personale a qualcuno – ha replicato Pignatiello -, ma di una presa di posizione decisa su un problema che si trascina da anni. Abbiamo raggiunto limiti non più sostenibili, si è passato il segno, il Comune è ultrasaturo. Diciamo no a qualunque installazione eolica sul nostro territorio, di qualsiasi potenza, per cui ora cercheremo di coinvolgere gli altri comuni interessati per chiedere alla Regione di eliminare dalla delibera la dicitura ‘al di sopra dei 20 Kw’. Ci si impegna – ha concluso Pignatiello -, previo reperimento fondi, ad aiutare le imprese agricole all’installazione di impianti fotovoltaici solo sui tetti e solo per fini aziendali”.

Una seduta del consiglio comunale di Lacedonia
Una seduta del consiglio comunale di Lacedonia

Un’impostazione che non è piaciuta a Palladino, che ha anche voluto ripercorrere le tappe che nel corso del suo mandato da sindaco (2001-2006) hanno portato alla scelta dell’eolico: “L’alternativa era l’immondizia”, ha esordito, riproponendo quanto più volte affermato in campagna elettorale. “Quando il governatore De Luca afferma che queste zone sono martoriate dall’eolico dimentica di dire che in quegli anni non c’era un Pear e non c’era un Piano Rifiuti: avrebbero portato l’immondizia dove c’è meno densità abitativa, cioè qui. Per questo, dopo alcuni confronti pubblici, abbiamo scelto di vincolare il territorio all’eolico. Ma dopo di me c’è stata una parentesi di dieci anni che è stata un disastro, eppure pare ve la siate dimenticata”.

Venendo al testo della mozione, Palladino lo ha bocciato “nella sostanza, dal momento che ci trovo evidenti inesattezze: non è vero che c’è consequenzialità tra l’installazione delle pale e il danno ambientale, non è vero che c’è consumo di suolo, non è vero che c’è un nesso esclusivo tra eolico e criminalità. Inoltre, è aberrante la fase finale: perché la platea ei possibili beneficiari è ristretta alle aziende agricole? Perché vengono escluse le private abitazioni? La verità – ha chiuso – è che l’eolico è come il terremoto, è positivo solo se porta vantaggi personali”.