Avellino

Avellino, oltre 300 visite gratuite al Moscati

Avellino, l’Azienda ospedaliera Moscati soddisfatta per la riuscita dell’iniziativa ambulatori aperti

L’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati” di Avellino si è dichiarata soddisfatta per la riuscita dell’evento “Donne…in visita”, svoltosi sabato scorso.

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Trecentodiciotto sono state infatti le donne che hanno effettuato visite gratuite, alle quali bisogna aggiungere le tante che, benché non inserite negli elenchi, sono state comunque accolte negli ambulatori della Città ospedaliera. Un boom di visite che rappresenta una valida cartina al tornasole per confermare la validità del Percorso donna “Igea” che l’Azienda “Moscati” sta sviluppando.

«L’evento “Donne…in visita” – spiega il Direttore Sanitario, Maria Concetta Conteè stato un’occasione per sperimentare sul campo il progetto di tutela della salute della popolazione femminile al quale si sta lavorando. Si tratta della definizione di un completo iter declinato al femminile, organizzato in Percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta). Attuando un’integrazione delle diverse prestazioni già erogate dall’Azienda e un inserimento di altre ex novo, come, per esempio, un ambulatorio per la menopausa, la donna di qualsiasi età sarà accompagnata in un percorso dedicato, ricevendo una risposta che andrà oltre il bisogno manifestato. In pratica – continua il Direttore Sanitario -, qualora un medico, trovandosi di fronte a una paziente che ha richiesto un determinato tipo di prestazione, dovesse ravvedere la necessità di sottoporre la donna a una valutazione anche da parte di specialisti in altre discipline, la inserirà nel percorso “Igea”, attraverso il quale sarà presa in carico, guidata e, quindi, si sentirà accudita».

A spingere l’Azienda “Moscati” verso la definizione del Percorso “Igea”, oltre alle linee di indirizzo dettate a livello nazionale e regionale in tema di diffusione della medicina di genere, è stata anche la consapevolezza di dover fare uno sforzo per fare in modo che la salute vada incontro alle donne, le quali, oltre a presentare nella malattia, rispetto agli uomini, differenze nella prevalenza, nella sintomatologia, nella prognosi e nella risposta terapeutica, sono statisticamente meno attente a prendersi cura di se stesse.