Avellino, Calcio

Avellino, ultima chiamata per la salvezza

Bisogna soffrire ancora, almeno per altri 180 minuti, quelli che ci separano dalla conclusione della Serie B 2017/2018, che ha già dato alcuni verdetti, mentre per altri è ancora tutto aperto; uno di questi riguarda la lotta salvezza, che coinvolge anche quest’anno l’Avellino. I Lupi non navigano in buone acque, ed allora bisogna assolutamente tirarsi fuori dalla bagarre di fondo classifica.

AVELLINO – Classifica a parte, per l’Avellino la situazione non è delle migliori. Senza guardare in casa delgi altri (almeno per ora), l’Avellino non vince da sei gare consecutive, in cui ha portato a casa soltanto 3 dei 18 punti disponibili, vanificando soprattutto le gare disputate davanti al pubblico amico. In soldoni, ciò si traduce in una sola vittoria casalinga (quella illusoria per 2-0 ai danni del Perugia) ed in quattro sconfitte: davvero davvero male. La distanza che separa le squadre nella parte bassa della classifica è probabilmente ai minimi storici, con sei squadre racchiuse in solti cinque punti, volendo considerare Ternana e Pro Vercelli come già spacciate, visti i cinque punti di ritardo rispetto alla zona play-out; occhio comunque a queste due squadre, che in virtù di qualche scontro diretto potrebbero divenatre l’ago della bilancia per la questione salvezza. Avellino costretto a lottare non solo contro altre squadre, ma anche contro l’emergenza infortuni, fattasi ancora ancora più grave nelle ultime ore. Tralasciando i lungodegenti quali Lasik, Iuliano e De Risio, Foscarini dovrà fare a meno di Marchizza (per lui lesione al quadricipite della coscia sinistra) e di Rizzato, ancora non del tutto ripresosi dalla lesione distrattiva all’adduttore che lo ha tenuto fermo per un pò. Ma non finisce qui, con Moretti che si è fermato per un risentimento muscolare ai flessori e Vajushi che ieri ha terminato l’allenamento in anticipo per qualche problemino all’adduttore sinistro, che sarà monitorato nelle prossime ore. A riposo Morero per affaticamento, ridotto per Migliorini e solo palestra per capitan Angelo D’Angelo. Insomma Foscarini non può contare gli uomini a sua disposizone sulle dita, ma poco ci manca, vista anche le sole sedute atletiche per Ngawa e Cabezas, quet’ultimo un vero e proprio desaparecido. Confortante invece sapere che seppure mancherà qualcuno in mezzo al campo o al bordo di esso, lì sulle gratinate ci sarà abbondanza di tifosi, accorsi numerosi ai botteghini per accaparrarsi i biglietti (venduti a cifre irrisorie proprio per favorire l’afflusso di spettatori): le ultime stime dicono che tra coloro che hanno acquistato il tagliando valido per le ultime due gare in casa (con Cittadella e appunto Spezia), quelli per la sola gara con lo Spezia, e gli abbonati, si è già superata quota seimila spettatori, con la capienza massima di diecimila destinata probabilmente a crollare.

SPEZIA – Una squadra che non ha più nulla da chiedere al suo campionato: salva da tempo e probabilità pressoché infinitesimali di raggiungere i play-off. In molti adesso penseranno che sarà una partita facile da abbordare per l’Avellino: falso. Basta pensare all’ultima gara degli spezzini, che hanno strapazzato la Pro Vercelli con il punteggio quasi tennistico di 5-1, con Marilungo e Gilardino in gradissimo spolvero, autori entrambi di una doppietta, senza dimenticarsi del “Diablo” Pablo Granoche che si sta accomodando sulla panchina. Occhio allo Spezia formato trasferta però, perchè il rendimento esterno dei liguri è un sali-scendi come sulle montagne russe. attenzione però perchè gli uomini di Gallo sono andati sempre a segno nelle ultime quattro gare lontano dal “Picco”; en revanche, direbbero i francesi, d’altro canto noi italiani, lo Spezia nello stesso arco di partite ha sempre subito da una a tre reti.

PRECEDENTI – L’Avellino in casa, tranne che in un’occasione, non è mai uscito sconfitto con la squadra ligure. L’ultimo tarscorso al “Partenio-Lombardi” risale alla stagione 16/17, quando l’Avellino venne a capo di una gara mediocre, vincendo per 1-0 con rete di D’Angelo e salvando di conseguenza la panchina scricchiolante di mister Domenico Toscano.

Ultima chiamata per l’Avellino da parte della salvezza, troppe le telefonate a cui non ha risposto la squadra biancoverde: con lo Spezia, non bisogna assolutamente fallire.