Maggio dei Libri

Maggio dei Libri alla Biblioteca di Montevergine

Secondo appuntamento di Maggio dei Libri stamane alla Biblioteca Statale di Montevergine con lo scrittore Orazio Antonio Bologna

Stamane, in occasione del secondo appuntamento del Maggio dei Libri, la Biblioteca Statale di Montevergine ha ospitato il Prof. Orazio Antonio Bologna, professore emerito di Composizione latina e Letteratura latina presso l’Università Pontificia Salesiana di Roma, autore del volume Manfredi di Svevia- Impero e Papato nella concezione di Dante.

Presente anche il Direttore della Biblioteca, Padre Andrea Davide Cardin, custode dell’immenso e prezioso patrimonio librario  inserito all’interno dell’ Abbazia di Loreto, apprezzato anche dal prof. Bologna, il quale ci ha tenuto a sottolineare come lo studioso dell’Imperatore Federico II debba convergere proprio in tale Biblioteca, l’unica ad avere un numero così alto di pergamene sull’imperatore duca di Svevia.

Maggio dei LibriAffascinati dalle descrizioni dettagliate del Prof. Bologna accompagnato da Chiara Lo Conte, bibliotecaria della Biblioteca Comunale di Ariano irpino, la platea ha potuto comprendere quali motivazioni furono alla base della sconfitta di Manfredi di Svevia, il Figlio di Federico II, avvenuta nel 1266 a Benevento.

Sì, proprio il Sannio fu la terra protagonista della battaglia tra Manfredi e Carlo d’Angiò che, sotto richiesta del Papato, giunse in Italia per contrastare il potere degli Svevi.

Come ci spiega il Prof. Bologna: «Allora il Papa come potere politico si arrogava il diritto di far fuori gli Imperatori attraverso la scomunica e difatti Manfredi fu scomunicato senza aver messo in dubbio nè la fede nè l’autorità papale».

Ma questa era l’unica arma che restava al Papa che non riusciva a sconfiggere sul campo di battaglia Manfredi di Svevia, che possedeva truppe ben attrezzate e con al suo interno i Mori.

Nella Piana di Benevento, però, dove si trova l’attuale cimitero, i giochi tra Papato e gli alleati del re fecero sì che nel momento del bisogno il cognato di Manfredi ed i baroni pugliesi non scendessero a fianco dell’imperatore che fu così ucciso e seppellito lì da eretico sotto un ponte.

Solo in seguito, quando Benevento fu messa a ferro e fuoco dagli Angiò, Manfredi fu rivalutato e rimpianto dalle sue genti.