17 km di sciarpa rosa: a Lioni la prevenzione è da guinness dei primati

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L’Irpinia è da Guinness World Record. Nella giornata di ieri 8 marzo, a Lioni è stato certificato un primato mondiale raggiunto grazie all’impegno e alla tenacia del dott. Carlo Iannace, medico senologo che da sempre si batte per diffondere la cultura della prevenzione, e delle associazioni Amdos, Amos e Noi in Rosa presenti sul territorio provinciale.

Dopo lunghe settimane di lavoro che hanno visto all’opera ben 4mila donne di tutta la Campania ed in particolar modo della provincia di Avellino – senza dimenticare anche i contributi di tante donne di oltreoceano, soprattutto degli USA e del Canada – nella piazza della cittadina altoirpina è stata srotolata una sciarpa rosa lunga per la precisione 16.943 metri.

L’immensa sciarpa diviene simbolo della lotta al cancro al seno e delle campagne di sensibilizzazione alla prevenzione che può, in presenza di una diagnosi precoce, anche salvare la vita. La certificazione del guinness mondiale è giunta a conclusione di una giornata iniziata sin dalla mattina quando il treno rosa, voluto dalla Regione Campania, è partito dalla stazione di Avellino per dire no alla violenza sulle donne; il convoglio ha percorso una tratta della storica linea ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio e, dopo aver fatto tappa a Lapio, è giunto finalmente a Lioni dove alla stazione è stata anche inaugurata una panchina rossa.

Alla manifestazione era presente il Governatore della Campania Vincenzo De Luca e il Presidente del Consiglio Regionale della Campania Rosetta D’Amelio che ha voluto sottolineare l’importanza dell’evento e l’impegno profuso dagli organizzatori: “Quando parlando con l’amico Carlo Iannace gli proposi di collaborare alla manifestazione “Treno dell’8 marzo” per organizzare una tappa dedicata alla prevenzione oncologica, non potevo immaginare che questa giornata ci avrebbe regalato emozioni irripetibili e un risultato storico. L’entusiasmo è contagioso e il contagio moltiplica l’energia, dando vita a grandi cose. Il tumore non deve far paura, unite e uniti si può vincere. Come abbiamo fatto in queste settimane fino al grande evento di oggi. Grazie alle donne delle Amdos, Amos e Noi in rosa perché senza di loro tutto questo non sarebbe stato possibile”.