La lettera a favore della lista di Ingroia

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Ecco la lettera di un gruppo di giovani e studenti liceali (Rosalinda Del Grosso, studentessa Liceo Scientifico “Enrico Fermi” di Montesarchio (BN); Ismail Benjlil, studente Liceo Classico “Istituto L. Einaudi” di Cervinara; Matteo Sansone, studente Liceo Classico “Istituto L. Einaudi” di Cervinara), a favore della nascente lista di Ingroia. Siamo un gruppo di giovani che sentiamo di essere parte integrante di questo mondo grande e terribile.  Siamo giovani e sentiamo il dovere non solo di richiedere delle politiche pubbliche a nostro sostegno, ma siamo convinti che solo con il nostro impegno, il nostro entusiasmo e con la nostra forza potremo diventare parte propulsiva del cambiamento. Siamo studenti e studentesse, militanti comunisti e di sinistra, siamo società civile, siamo la speranza del nostro Paese. La questione giovanile non è un semplice tema generazionale, poiché crediamo di essere esposti all’attacco di politiche dei diversi governi, che producono l’incertezza, la precarietà e la mercificazione di tutti gli aspetti della vita dei giovani. Sosterremo la lista “Rivoluzione Civile” di Antonio Ingroia e delle forze politiche e sociali che hanno lanciato un’altra idea di governo del Paese. Sosterremo la lista “Rivoluzione Civile” perché racchiudere dei punti centrali per il presente dei giovani come: la legalità e la solidarietà come il cemento per la ricostruzione del Paese; uno Stato laico che assuma i diritti della persona e la differenza di genere come un’occasione per crescere; una scuola pubblica che sia per gli insegnanti che per gli studenti il criterio del merito, con l’università e la ricerca scientifica pubbliche non sottoposte al potere economico dei privati. Per questo, negli anni, siamo scesi in piazza, esprimendo il totale rifiuto dei guasti prodotto dal capitale e dai poteri economici. Siamo portatori di una critica radicale nei confronti di un modello della società oggettivamente intollerabile. Le nostre istanze in difesa del diritto allo studio, la richiesta di una riforma che restituisca la scuola alla sua autentica funzione sociale, battendo la scuola della selezione di classe, le avvertiamo nelle parole di Antonio Ingroia, nelle forze politiche di sinistra e comunista, nelle associazioni della lotta alle mafie che hanno costruito la lista Rivoluzione Civile. Qualcuno accusa Ingroia che non doveva scendere in politica, perché magistrato, ma in un paese anormale dove il parlamento vota per non consentire che persone indagate affrontino processi o meglio richieste di arresto sono rifiutate, per noi giovani conviene avere un magistrato in parlamento, che persone che non vogliono presentarsi dinanzi alla giustizia. Le mobilitazioni per il diritto allo studio, che in questi anni hanno attraversato le strade e le piazze delle nostre città, chiedevano alla politica un impegno sul terreno della formazione e dei saperi. Ormai sono anni che il nostro Paese consente la “fuga di cervelli”, a causa dei non investimenti nell’innovazione e ricerca, per questo motivo perdiamo anche sotto profilo tecnologico. La produttività del lavoro non è fatta di operai che concorrono senza sosta nei reparti per stare dietro i pezzi in movimento, ma è fatta di organizzazione e innovazione. Noi avvertiamo il disagio giovanile, materiale e morale, dei nostri amici e dei nostri compagni, ma sappiamo che per creare una forte iniziativa politica e sociale contro il potere che devasta le nostre vite, bisogna impegnarsi e noi anche se non potremmo esprimere il voto, andremo a volantinare per far vincere la lista “Rivoluzione Civile” e tornando a casa, daremo una carezza ai nostri genitori, chiedendo di fare un gesto per il presente dei loro figli votando Antonio Ingroia”.