La voce dei ragazzi “Erasmus” che chiedono di votare

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Roma – “Questa sarebbe stata la prima volta che avrei votato con piacere e coscienza… grazie…”. La pagina facebook su cui è scritta questa frase è stata creata per dare voce ai quei circa 20mila italiani in Erasmus che, se non potranno tornare in Italia i giorni del voto,  saranno esclusi dalle elezioni.

Gli studenti che temporaneamente risiedono all’estero non sono infatti compresi nella lista di quelli che si trovano per motivi di servizio o missioni internazionali e che quindi possono beneficiare del voto per corrispondenza e dunque solo  “gli appartenenti alle  Forze armate e alle Forze di polizia temporaneamente all’estero in quanto impegnati nello svolgimento di missioni internazionali; i dipendenti di amministrazioni dello Stato, di regioni o di province autonome, temporaneamente all’estero per motivi di servizio e i professori e ricercatori universitari”, come dice la legge attualmente in vigore.

Rabbia, frustrazione e disincanto verso la politica: queste le reazioni più diffuse tra i ragazzi e rilasciate su facebook. Una delle ragazze dice: “Dal momento in cui non posso permettermi il lusso di tornare in Italia per votare, lo è. Sono furiosa! L’Erasmus non è un divertimento! E’ un’opportunità! Perché per usufruire di un diritto devo perderne un altro? Ho studiato, rinunciando a tante cose per riuscire a partire! Sono delusa… delusissima”.

”Mi è venuta l’idea pochi giorni fa, in pausa pranzo, dopo aver fatto una ricerca con altre ragazze italiane ed aver scoperto la situazione; il sentimento che prevale è un forte senso di ingiustizia, come se un diritto fondamentale ci fosse stato strappato dalle mani, con prepotenza. L’esclusione dal voto è una ferita per noi ma vogliamo usare le ultime forze che ci rimangono per combatterla, almeno provando a far conoscere alle persone questa situazione. Sappiamo infatti che è troppo tardi per cambiare le nostre sorti, e che già altri studenti ci hanno provato negli anni scorsi, ma non vogliamo far passare questa ennesima esclusione come qualcosa di ‘normale'” dice Valentina, la ragazza che ha creato la pagina su Facebook.

Ed inoltre è stata lanciata una petizione online che chiede al ministro degli Esteri di prendere in considerazione la possibilità per gli studenti Erasmus di partecipare al voto. La richiesta che è legittima e giusta è di un voto per corrispondenza anche per chi è all’estero temporaneamente, un po’ come era successo alle Primarie del centrosinistra. A parlare a tal proposito è Paola, studentessa di Cesena in Erasmus a Berlino: “Non posso permettermi di pagare 200 euro per tornare a casa solo per due giorni di votazioni. La cosa che mi è sembrata più assurda è stato il fatto che io sia riuscita a votare alle primarie del Pd e però mi risulti impossibile votare alle elezioni. Come dire che posso scegliere il mio leader che però non potrò mai votare”.