Rapina in farmacia: crisi o ragazzata?

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La crisi colpisce anche le farmacie, i presidi sanitari, i luoghi deputati alla soluzione dei problemi di salute, i luoghi in cui le persone cercano aiuti psicologici e morali(del tutto fisiologici) prima che farmacologici.

Il fatto accaduto ieri sera in una farmacia a Roccabascerana (http://www.lanostravoce.info/?p=10495) ha dell’incredibile non per il bottino portato via dai rapinatori ma per il contraccolpo psicologico creato ai professionisti che vi lavorano dentro.

Quei farmacisti non avranno, per un po’ la tranquillità e la serenità d’animo per consigliare al meglio la persona che non è un cliente (come accade nei negozi) ma un paziente bisognoso di rafforzare l’anima curandola. La farmacia deve essere la “palestra dell’anima”, deve seguire gli insegnamenti della “paideia” dell’antica Grecia solo nel tratto relativo all’anima umana.

Ma siamo sicuri che sia stata la crisi (o se vogliamo il bisogno di denaro per la sopravvivenza) ad aver spinto i due malviventi a compiere il gesto assurdo e rarissimo per la nostra Provincia?
Oggi il denaro “facile da conquistare” sta portando tante persone ad impazzire e tanti giovanissimi a fare rapine. Denaro facile utilizzato per comprare il telefonino di 700 euro, il pantalone o le scarpe firmate di 400 euro e passa.
Speriamo che i Carabinieri riescano a fermare i due delinquenti e soprattutto che siano persone di una certa età ed indigenti (almeno il gesto sarebbe più giustificabile anche se da condannare sempre e comunque) e non ragazzini attratti dal “denaro facile”.