Sui 10 Saggi il Pd si spacca. Renzi: si a grandi intese. Franceschini: non possono sostituire il Parlamento

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ROMA – All’indomani della decisione del Presidente della Repubblica di nominare 10 saggi di diverso orientamento e di chiara indipendenza, per formulare suggerimenti e proposte sulle emergenze economico-sociali, la giornata di Pasqua ha fatto registrare reazioni positive ma anche brusche frenate come quella del Pdl con Fabrizio Cicchitto che avverte: “L’operazione dei saggi ieri adottata dal Presidente Napolitano ha un senso di coerenza con il nostro ordinamento generale, se nello spazio di sette-dieci giorni massimo gli esperti ci danno la traccia di un programma condivisibile dalle forze politiche impegnate nella governabilità, che danno sbocco ad essa impegnandosi a dar vita ad un nuovo governo che in tempi ragionevoli ma rapidi deve avere la fiducia del Parlamento”.

Chi plaude all’iniziativa di Napolitano invece è Grillo che però sul suo blog boccia i nomi e gela la soluzione dei saggi perché, secondo il leader del M5S, “la democrazia non ha bisogno di badanti”.

E intanto in casa Pd fanno discutere le dichiarazioni di Francescini che spiazza tutti, Bersani compreso, quando, parlando dei 10 saggi, dice che “ sono una soluzione utile, che può aiutare, ma che non può essere sostitutiva del luogo in cui certe decisioni si devono prendere, ovvero il Parlamento”.