Precipita la situazione in Siria. I venti di guerra ora soffiano più forti.

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WASHINGTON– Una indiscrezione della Nbc fa tremare il mondo e accelera il lavoro delle diplomazie: “Da giovedì tre giorni di attacco alla Siria”.

L’intelligence americana è oramai certa della responsabilità del regime di Assad nell’uso di armi chimiche negli incidenti dello scorso 21 agosto. A questo la tempistica di un eventuale attacco dipende esclusivamente dalle consultazioni in corso con gli alleati e il Congresso oltre, chiaramente, dalla sicurezza degli esperti dell’Onu che stanno indagando in Siria.

“L’America è in prima linea ma solo per riportare l’ordine – ha spiegato ieri il portavoce della Casa Bianca Jay Carney -. Gli Stati Uniti e altri 188 altri Paesi – ha aggiunto -, sono firmatari di una convenzione sull’uso di armi chimiche che si oppone a questo tipo di dispositivi e questi Paesi hanno interesse a garantire che le norme internazionali vengano rispettate. Alla violazione di queste norme – ha proseguito il portavoce – ci deve essere una risposta.