25 aprile: Renzi cinguetta, Napolitano celebra i Marò

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ROMA – Sulla tomba del Milite Ignoto, dopo aver cinguettato di primo mattino. “Un grazie ai ribelli di allora. Viva l’Italia libera”.

Matteo Renzi ha celebrato la Liberazione 2.0, ma successivamente non ha potuto sottrarsi agli obblighi istituzionali. In visita all’Altare della Patria, dove è giunto a piedi e senza scorta, si è fermato un minuto a parlare con il presidente della Repubblica. Nel frattempo, la Lista Tsipras aveva risposto al cinguettio. A parlare era stato lo storico il professore Marco Revelli, candidato con Vendola: “I ribelli di allora – aveva detto Revelli –  sono gli stessi di oggi, che si ribellano a chi vuole manomettere la loro Costituzione in senso autoritario e oligarchico. Il 25 aprile difendiamo la Costituzione nata dalla Resistenza”.

Giorgio Napolitano, dopo aver deposto una corona di fiori sulla tomba del Milite Ignoto, ha parlato della ricorrenza, affermando che “la Resistenza, l’impegno per riconquistare all’Italia libertà e indipendenza fu un grande moto civile ed ideale, ma soprattutto fu un popolo in armi, una mobilitazione coraggiosa di cittadini giovani e giovanissimi che si ribellavano allo straniero”. Napolitano – che il 6 giugno prossimo sarà in Normandia, ospite di Hollande per le celebrazioni del settantesimo anniversario dello sbarco degli Alleati – ha poi citato Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, per i quali proprio ieri il ministro Mogherini ha annunciato in Parlamento il cambio di strategia da parte dell’Italia: “Rendiamo onore ai Marò ingiustamente detenuti lontano dalle loro famiglie e dalla patria”, ha affermato il Capo dello Stato.