Sel e il Progetto Pilota, se ne parla a Lioni. Aurisicchio critico: Non è l’unico strumento

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LIONI (AV) – E’ previsto per oggi pomeriggio alle 16, presso la Sala Pluriuso Sandro Pertini, a Lioni, l’incontro seminariale organizzato da Sel in relazione al Progetto Pilota. 

Oltre a Giancarlo Giordano, deputato, parteciperà all’incontro, dal titolo “Progetto Pilota Alta Irpinia. Innovazione, partecipazione, trasparenza”, anche Salvatore Vozza, coordinatore regionale di Sel, e Raffaele Aurisicchio, coordinatore provinciale. Proprio Aurisicchio sembra avere le idee chiare rispetto al Progetto Pilota. “L’errore che si può commettere – afferma – è concentrarsi sullo strumento senza prendere in considerazione il contesto. Il Progetto Pilota è soltanto uno dei mezzi per modificare lo stato di cose”.

Va dunque considerata la situazione generale, secondo Aurisicchio. “A noi – afferma il coordinatore di Sel – quella dell’Alta Irpinia sembra una realtà molto difficile: processi di abbandono, di desertificazione, di impoverimento e di invecchiamento della popolazione. Gli anni che abbiamo alle spalle, quelli di governo del centrodestra, non hanno migliorato la situazione. Vorremmo però che non si commettesse un errore, quello solito, tradizionale: concentrarsi sul dito che indica la luna e non vedere la luna. Evitiamo cioè di concentrarci sul Progetto Pilota come se fosse uno strumento palingenetico, in grado di invertire i destini sociali, economici, produttivi dell’Alta Irpinia. E’ soltanto una goccia dentro un’azione politica che dovrebbe essere di attenzione complessiva verso il territorio”

“Sostegno alle attività produttive, alle industrie, all’agricoltura, una politica di cura dell’ambiente e del territorio”. A suo dire, sono queste le attività da intraprendere accanto al Progetto Pilota. “Ma tutto questo non si vede, e invece sarebbe determinante per un rilancio delle zone interne. Al contrario, temo che le cose non possano migliorare se facciamo affidamento esclusivo sul Progetto Pilota. Va invece messa in campo un’azione complessiva di sviluppo, all’interno della quale può essere inserito questo strumento”.

Non solo, perché nel Progetto Pilota Aurisicchio vede anche alcune falle. “Sta prevalendo – afferma infatti il coordinatore di Sel – un approccio vecchio e autoreferenziale. I sindaci hanno “sequestrato” la materia, palleggiandosi la questione. Bisogna discutere nelle piazze allargando il campo del confronto, non nelle cene private. Chi sceglie i tecnici, e in che modo un giovane può partecipare a questo cambiamento? C’è poi un’altra considerazione da fare. Questo strumento è l’epigono della stagione passata della programmazione negoziata: contratti d’area, patti territoriali e così via. La valutazione su quel momento storico non sempre è positiva, perché non sempre sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati, dilapidando risorse. Oltretutto, l’Alta Irpinia è stata scelta soltanto perché gli indici la danno come area depressa. Ciò richiama responsabilità politiche del passato che ha fatto scelte che hanno condotto a questo esito. La stessa classe dirigente si propone per far uscire questo territorio dalla situazione nella quale l’ha precipitata”.