De Luca e la Severino: Ecco perché è inapplicabile nei miei confronti

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NAPOLI – C’è aria di attrito tra Matteo Renzi e Vincenzo De Luca. Solo ieri, il primo ha annunciato in conferenza stampa che “la legge Severino vale per tutti, quindi anche per De Luca”.

 

Il neo-governatore della Regione Campania, tuttavia, attraverso la sua pagina fb ha voluto rispondere. “È stato consegnato nei giorni scorsi alla Presidenza del Consiglio, al Ministero dell’Interno ed al Ministero per gli affari regionali – scrive De Luca – un parere legale a firma congiunta del Prof. Avv. Giuseppe Abbamonte e del Prof. Avv. Pietro Rescigno che motiva le ragioni di inapplicabilità della legge Severino nei miei confronti, in quanto si tratta di carica elettiva acquisita in epoca successiva all’emanazione della sentenza di primo grado”.

In calce al pensiero di De Luca, il collegamento che porta dritti al testo integrale del documento dei due insigni legali, per i quali la legge Severino “è viziata da innegabile, patente eccesso” su due profili: innanzitutto “per l’inspiegabile deroga che per il reato di abuso d’ufficio opera rispetto al generale principio del carattere definitivo dell’accertamento giudiziale del reato” e “per l’inequivoca mancanza del carattere che devono rivestire i reati suscettibili della detta individuazione, nel senso del grave allarme sociale che ne provoca la concreta verificazione”. Gli avvocati chiamano in causa le vicende riguardanti il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, e l’ex assessore alla regionale pugliese Fabiano Amati, i quali sono stati rirpristinati in carica dopo essere stati sospesi. 

Per Abbamonte e Rescigno è anche una questione di tempistica: “Le condanne precedenti al conferimento del mandato elettivo – scrivono infatti – non rilevano in termini di sospensione della carica successivamente assunta”. La condanna di De Luca è dello scorso gennaio, l’elezione di quattro settimane fa. “In assenza di una norma espressa di fonte primaria che limiti tassativamente l’esercizio delle cariche pubbliche elettive anche per le condanne non definitive al conferimento del mandato elettivo, la sospensione della carica di presidente della giunta regionale non può essere applicata al De Luca”, proseguono i due giuristi, che concludono: “L’applicazione della legge Severino non solo non è automatica, ma altresì l’effetto inibitorio temporaneo potrebbe, a tutto concedere, decorrere soltanto dalla data della delibera del consiglio regionale di presa d’atto”. E comunque, l’applicazione della legge non può mai comportare lo scioglimento degli organi elettivi regionali, democraticamente eletti, perché “l’articolo 8 riveste carattere di misura di inibizione provvisoria, essendo fondata su un accertamento di colpevolezza non definitivo” e la sua applicazione dunque dovrà essere contemperata con “l’imprescindibile garanzia di piena funzionalità degli organi regionali”.