Il maggio elettorale è alle spalle, il Progetto Pilota alla prova della verità

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Che il Progetto Pilota sia arrivato allo snodo decisivo è lampante. Dopo le “ferie forzate” del maggio elettorale, in cui tutti i primi cittadini, chi più chi meno, sono stati impegnati a tirare per questo o per quello, ci si attendeva una ripresa a tambur battente. Che, puntuale, non c’è stata.

Già la riunione dei sindaci prevista per domani mattina a Calitri è stata infatti “rinviata sine die”, per dirla con le parole di una delle venticinque fasce tricolore. La ragione è presto detta: Ciriaco De Mita, presidente della Città dell’Alta Irpinia, sta intensificando i contatti con Fabrizio Barca: evidentemente, il sindaco di Nusco vuole che anche il responsabile del Comitato Nazionale per le Aree Interne sia presente nel giorno in cui verranno varati i gruppi di lavoro. 

Un intento che vuole mettere il sigillo della ufficialità istituzionale ad un processo accantonato ormai da quaranta giorni. Niente più consultazioni, niente più riunioni. L’ultima, peraltro a scartamento ridotto (presenti solo nove sindaci su ventitré), andò in scena presso la Comunità Montana Alta Irpinia lo scorso 4 maggio. In quel frangente si parlò appunto della necessità di organizzare un Focus, per dare il via al lavoro dei gruppi. Saranno tre o quattro, composti ciascuno da sindaci, esperti e cosiddetti innovatori: ognuno di essi elaborerà iniziative su una precisa tematica.

“Cercherò di mettere qualche parola in meno e dare lo spunto a qualche azione in più”, afferma un altro sindaco, che riassume in pochissime parole la necessità vera, impellente e non più rinviabile: quella di produrre. Entro settembre va firmata una bozza di Accordo di Programma Quadro, indispensabile per poter accedere ai finanziamenti previsti. Giugno è già andato via per un terzo. Ci permettiamo poi di dubitare che in piena estate si lavorerà a pieno ritmo.

Non dimentichiamo mai un dato, fornito dallo stesso Comitato presieduto da Barca: l’Alta Irpinia ha conosciuto un calo demografico del 25% tra il 1971 e il 2000, e di un ulteriore 5,8% tra il 2000 e il 2011, ben otto volte in più rispetto alle altre aree interne della Campania. Bisogna quindi premere sull’acceleratore. Basta chiacchiere, il tempo delle parole e degli insegnamenti e degli aneddoti degli anni Sessanta è abbondantemente scaduto.