Accoglienza è risorsa per i territori: Elena Silvestri, La Città della Luna e Lacedonia

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LACEDONIA – Palma Elena Silvestri è il presidente del Consorzio Cooperative Sociali La Rada e della Cooperativa Sociale La Città della Luna.

La cooperativa opera con progetti solidali a Salerno, a Cava de’ Tirreni, ad Acerra, ad Ogliastro. E a Lacedonia, dove, tramite la coordinatrice Elena Romano, si occupa della gestione della Comunità Alloggio Figli di Dio, che ospita otto minori non accompagnati, provenienti da zone del mondo fortemente disagiate o teatro di conflitti.

Arrivare da Salerno a Lacedonia dev’essere stato una bella botta: in termini climatici, certamente, ma anche in termini logistici. “Non è stata la cosa più facile del mondo – ammette la Silvestri -, ma a noi interessa avere le condizioni per assistere i minori nel miglior modo possibile”. La struttura che ospita la comunità lacedoniese – e la relativa proprietà che la circonda – è stata donata dalla signora Anna Pescatore all’associazione Operatori di Pace, “con il preciso intento – aggiunge la dottoressa Silvestri (al centro nella foto in alto) – di dare vita ad una casa famiglia per minori”. Ricevuto un finanziamento per la ristrutturazione e l’adeguamento dell’immobile, l’associazione si è poi rivolta ad una cooperativa ‘di settore’, che lavorasse da tempo e con comprovata esperienza nell’ambito dell’accoglienza dei minori”.

Così, La Città della Luna è subentrata nella gestione della struttura. “Esattamente. Dopo averla presa in consegna, l’abbiamo riqualificata ulteriormente. E ancora stiamo lavorando su quest’aspetto. Ci siamo poi accreditati come comunità alloggio e abbiamo risposto ad un bando del Ministero dell’Interno. Ottenuto il finanziamento, il progetto su Lacedonia è potuto partire”. Era l’inizio di aprile di quest’anno, precisamente la sera di Venerdì Santo, quando la casa aprì le proprie porte ai primi ospiti: ragazzi con la paura negli occhi, che sapevano da dove erano partiti ma non sapevano dove sarebbero arrivati. Piano, piano, con il passare dei giorni, questa paura si è tramutata in una apertura vera nei confronti di un paese che, a sua volta, ha fatto di tutto per includerli nel proprio tessuto sociale. “Siamo felici di essere arrivati qui – conferma la Silvestri -, e lo sono anche i nostri ragazzi: questo è un posto di persone vere, che conoscono il significato dei rapporti personali e quello dell’accoglienza e dell’ospitalità. Dai lavoratori che operano all’interno della struttura agli abitanti di Lacedonia, tutti si sono prodigati per loro”.

Una tavola con i progetti di sviluppo della Comunità alloggio Casa Figli di Dio
Una tavola con i progetti di sviluppo della Comunità alloggio Casa Figli di Dio

Adesso, stabilizzato il rapporto con la comunità lacedoniese e suggellato questo legame con un’inaugurazione molto partecipata, è il momento di passare a quella che si potrebbe definire “fase 2”. “Già – sottolinea ancora il presidente de La Città della Luna -, ora puntiamo a tenere occupati i ragazzi”. Bene, bravi, bis. Ma in che modo? “Vogliamo procedere ad un’opera di riqualificazione del bosco che guarda a Sud, per il duplice scopo di poterne fruire e di poter restituire qualcosa a questa comunità. Inoltre – prosegue -, abbiamo già avviato alcuni progetti per i ragazzi: ‘Dolce come il miele’, e ‘Il gallo canta’: sono entrambe delle attività per offrire ai nostri piccoli ospito nuove opportunità di crescita. In sostanza, il primo è un allevamento di api per produrre miele, il secondo un allevamento di polli”.

Un modo, in sostanza, per far sì che i ragazzi abbiano un ulteriore contatto con la natura e si calino ulteriormente in quella che è la tradizione culturale di Lacedonia, a vocazione prettamente agricola. “Proprio così. Attraverso un’operazione di raccolta fondi, cercheremo di attuare tutto quanto ci siamo prefissi”.

L’obiettivo finale è ambizioso: “Vogliamo creare una fattoria didattica. Perché si possa capire che l’accoglienza può essere una risorsa vera per i territori, e può portare anche ad una rigenerazione dei luoghi”.