Prima di parlarne, sciacquatevi la bocca

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LACEDONIA – Non avrei mai immaginato che un pezzo di cronaca, un semplicissimo pezzo di cronaca, potesse avere un’eco così vasta.

Mi sento fortemente a disagio, giacché un signore di mezza età, Rosario Lamberti, che negli ultimi mesi spesso ho visto in giro per le strade di Lacedonia, durante il suo consueto comizio in mondovisione ha dedicato tredici minuti della sua vita e della sua intensa attività lavorativa a parlare (male) di me davanti a una telecamera, regalandomi forse il fatidico quarto d’ora di notorietà. E già questo potrebbe bastare a chiudere la questione. Però, oltre al fatto che ho da sempre visto come una grande occasione la presenza del settore giovanile dell’U.S. Avellino a Lacedonia, qualcosina va aggiunta.

Non voglio soffermarmi sulle ragioni che lo portano ad evitare di attaccare, regalando loro magari gli stessi complimenti che ha riservato a me, La Gazzetta dello Sport e il collega della testata in rosa, che nell’edizione nazionale di mercoledì scorso – pagina 17, accanto alle probabili formazioni del turno infrasettimanale di Serie A! – riporta l’accaduto di Lacedonia basandosi, come ho fatto anch’io, sul comunicato ufficiale della Lega di Serie A (il signor Lamberti non me ne vorrà, ma forse il referto arbitrale non è completamente secretato). E non voglio neanche soffermarmi sul fatto che in molti, a Lacedonia, stiano ancora aspettando che “l’economia cominci a girare” REALMENTE a seguito della Scelta della Provvidenza di riaprire l’ex convento francescano per piazzarci il quartier generale del settore giovanile dell’U.S. Avellino. Così come non voglio soffermarmi sull’opportunità di stemperare i toni e prendersi se possibile un po’ meno sul serio: di quei ridicoli ragionamenti sviluppati con seriosità sui quadrilateri Avellino-Bari-Salerno-Castellammare, onestamente, non sappiamo cosa farcene.

Lacedonia trebbiatura1

Voglio solo far presente, molto sommessamente, che a Lacedonia siamo sempre stati abituati ad unire alla grande tradizione calcistica una grandissima accoglienza e un innato rispetto dell’avversario e della terna arbitrale (riconosciutici da tutti). Nei tredici anni in cui ho vestito la gloriosa maglia del mio paese, mai abbiamo posto attenzione “all’arbitro di Salerno e al guardalinee di Castellammare” (chiacchiere che neanche nei peggiori bar dello sport di Caracas), e un episodio simile a quello che sabato scorso ha portato alla squalifica del campo è avvenuto una sola volta, nel febbraio del 2003: il responsabile non fu allontanato, ma ghettizzato all’istante.

Istituto Magistrale Lacedonia

Lacedonia, che il signor Lamberti, molto maldestramente, prima sceglie insieme ad altri per piazzarci le giovanili e poi critica con bizzarri stereotipi medievali, è un paese di tradizione culturale. In senso lato: anche di cultura agricola, che è sempre andata di pari passo con quella scolastica. Ma si sa, questa caratteristica fa parte di quelle che sono belle finché si va d’accordo: poi diventano dardi infuocati da scagliare con violenza, credendo di ferire. Questo però è un discorso che chi ci rappresenta istituzionalmente saprà fare certamente meglio di me: altro che pecore e montoni, in Alta Irpinia e anche fuori Lacedonia è “il” paese della cultura. Prima di parlarne, sciacquatevi la bocca.