Sul Sannio devastato, l’alluvione degli sciacalli

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BENEVENTO – E’ il giorno dopo la terribile alluvione che ha devastato il Sannio e messo in ginocchio la città di Benevento, ferita, ancora una volta, dall’ennesima esondazione del Fiume Calore.

Si piangono i morti, si organizzano i soccorsi e si inizia a fare pulizia. Dalla giornata di ieri, centinaia e centinaia di persone, armate di ramazze e pale, sono scese in strada per liberare da fango e detriti le vie della propria città, del proprio paese. Giovani, meno giovani, anziani. I nuovi Angeli del Fango sono tutti in strada accanto ai Vigili del Fuoco per cancellare in fretta i segni di questa alluvione che ha travolto ogni cosa da queste parti.

Tutti al lavoro per ricominciare. Tutti, tranne coloro che, neppure in questa occasione hanno voluto sporcarsi le mani e che mentre il Sannio è ancora sommerso da fango e detriti, hanno trovato il tempo per trasformare questa tragedia in un caso politico. Cacio sui maccheroni per il prossimo appuntamento elettorale nella città di Benevento.

Che pena, che vergogna!

Il web si indigna. I commenti per questi signori della politica si sprecano. Ne ho letti tanti e ne ne ho scelto uno, quello meno offensivo ma forse, proprio per questo, più efficace, quello di Massimo Verdicchio che sul suo profilo scrive “Le parole ora non servono a niente, figuriamoci le polemiche”.

Io la penso come lui. Di fronte a questo Sannio devastato occorre remare tutti nella stessa direzione per rialzarsi in fretta, come ha sempre fatto il popolo sannita. Poi arriverà il tempo per capire cosa è successo e di chi sono le responsabilità. Perché chi ha sbagliato dovrà pagare.