Sisma, Roberti e Cantelmo a Sant’Angelo: dall’Antimafia uno sprone dopo le bombe?

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SANT’ANGELO DEI LOMBARDI – Potrebbe sembrare quella che in tanti chiamano “passerella”. E invece, con molta probabilità e altrettanta speranza, non sarà questo.

Il 23 novembre il terremoto compie 35 anni. E’ una data stampata nella mente degli irpini, anche di chi, come me, non c’era. Una ricorrenza ogni anno triste, tristissima, che ricorda quel minuto e mezzo di devastazione vera e propria: circa tremila morti, mesi e mesi di soccorsi a singhiozzo (una protezione civile come la intendiamo oggi non esisteva).

Per questa ricorrenza tristemente speciale, il Comune di Sant’Angelo dei Lombardi, uno dei paesi più colpiti dal sisma, dedica un doppio appuntamento: consiglio comunale e consiglio provinciale riuniti presso il Centro di Comunità in seduta straordinaria. A seguire, un convegno sul tema “Il valore della conoscenza e della comunicazione nell’educazione alla legalità”. Ed è proprio questo convegno che, diversamente da molti altri, non sarà una passerella.

Il celebre titolo de Il Mattino del 26 novembre 1980
Il celebre titolo de Il Mattino del 26 novembre 1980

Il Comune di Sant’Angelo donerà una targa al direttore responsabile de Il Mattino, Alessandro Barbano, per il ruolo svolto dalla testata in tutti questi anni, partendo dal memorabile “Fate presto”. Ai lavori, coordinato dal capo della redazione di Avellino, Generoso Picone, saranno presenti Rosario Cantelmo, capo della Procura della Repubblica di Avellino, e Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia.

Forse è la volta buona per avere una parola di incoraggiamento, di concreta vicinanza dello Stato ad una zona, come l’Alta Irpinia (la cui definizione di “isola felice” è ormai soltanto un vago ricordo) che lentamente ma inesorabilmente sta facendo la conoscenza di fenomeni e episodi legati alla presenza della criminalità organizzata. Non ci sfugge che la presenza stessa di Cantelmo e da Roberti sia un segnale di vicinanza.

Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia
Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia

Ma da loro sarà lecito attendersi un momento di sprone nei confronti di una comunità non abituata a vivere determinate situazioni. Un momento di sprone nei confronti di quei cittadini che non si rassegnano al pericolo di pian piano abituarsi a convivere con questi fenomeni e nei confronti di quelli che, invece, prima di vedere, sentire, parlare, denunciare, ci pensano cento volte.

A forza di dire che l’Alta Irpinia non è il Vallo di Lauro (si tratta certamente di due zone molto differenti) forse non ci si accorge che la malapianta della malavita cresce e si infiltra in un territorio vergine ma infertilito da torri e tralicci.

Da chi occupa ruoli così importanti nel combattere la criminalità a livello provinciale e a livello nazionale vogliamo questa comunità vuole un segnale di attenzione.