Lacedonia, magie di fine consiliatura: spunta un Puc “postumo”, è polemica

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LACEDONIA – Una giunta in tre, senza neanche l’assessore al Bilancio nè l’assessore al ramo. A Lacedonia è subito polemica.

Quello dell’8 marzo scorso è un presente non per sole donne. Un cadeau di fine consiliatura che viene allungato al popolo tutto. Il Preliminare di Piano urbanistico comunale (PdiP) ha visto la luce a tre mesi dalle elezioni con una delibera di giunta, per la precisione la numero 22. Potrebbe sembrare un risultato raggiunto sul filo del rasoio dopo un immane lavoro, se in realtà non facesse seguito ad anni di nulla totale e anzi, come vedremo, a decisioni alquanto discutibili.

L’atto è stato pubblicato lo scorso 18 marzo sull’Albo Pretorio del portale del Comune di Lacedonia. Ora, come si legge nella delibera, “è consentita, entro sessanta giorni dalla pubblicazione, la presentazione di pareri, valutazioni, considerazioni e proposte su quanto in oggetto della presente deliberazione”. L’approvazione della giunta è un momento fondamentale nell’iter che conduce proprio alla definizione, alla redazione e all’approvazione del Puc, strumento che nasce dalla necessità di aggiornare il vecchio piano regolatore generale e che si pone il fine della gestione del territorio comunale (urbano ed extraurbano). Nel 2013, il Comune di Lacedonia assegna l’incarico per la redazione del Puc al Professor Gerundo, docente di Tecnica e Pianificazione Urbanistica presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Salerno.

Contestualmente, sempre in quel periodo vengono organizzati degli incontri pubblici presso la sala consiliare del Comune, alla presenza dello stesso Professor Gerundo, durante i quali i cittadini (singolarmente o a nome associazioni, comitati…) possono fornire suggerimenti in vista della redazione del piano, non a caso definito partecipato. A dire il vero, di partecipato in quegli incontri ci fu ben poco. In quella sede viene poi annunciata l’apertura del portale puclacedonia.it, sede virtuale dove poter lasciare pareri proposte. Navigando sulla pagina, tuttora aperta, appare come un buon 80% delle voci inserite non sia consultabile (“Sito in manutenzione”). Alla sezione “News”, poi, risulta evidente un buco temporale di quasi tre anni. Prima degli “Elaborati e relazione del Preliminare di Piano” (19 marzo 2016), l’inserimento delle “Presentazioni e Verbali degli Incontri marzo/giugno” è datato 17 luglio 2013. Due anni e otto mesi, novecentosettanta giorni.

Rizzi con il vice Caradonna, il cui nome è in pole per la successione
Rizzi con il vice Caradonna

Durante i quali l’amministrazione comunale di Lacedonia è stata certamente e evidentemente impegnata in una schiacciante mole di lavoro. In ogni caso, il Puc viene posto nel dimenticatoio fino, appunto, a pochissimi giorni fa, quando il sindaco Rizzi tira fuori quello che forse ritiene essere un asso nella manica e porta il PdiP in giunta. Come accennato, la riunione va in scena a scartamento straridotto. Presenti il 50% dei delegati: Rizzi, appunto, e gli assessori Saponiero e Di Conza. I quali, ovviamente, da amministratori sono anch’essi tutt’altro che esenti da responsabilità. Ma a risaltare è l’assenza del vicesindaco Antonio Caradonna – e non è la prima volta, come denunciato da un volantino comparso nei giorni scorsi. Non basta, perché la giunta discute del Piano Urbanistico Comunale in assenza del delegato all’Urbanistica, l’assessore Filippo Zichella. Fatte le dovute proporzioni, insomma, un po’ come se si decidesse un riarmo senza l’avallo del ministro della Difesa. Zichella, che ormai da tempo è componente della giunta solo su carta (e forse neanche), si può considerare un vero e proprio desaparecido dell’amministrazione (ma allora, viene da chiedersi, perché continuare a tenerlo in squadra?).

Non è finita. Nella terza facciata della delibera di giunta si legge testualmente (come da foto in basso): “Dato atto che, in ottemperanza all’incarico conferito, i progettisti hanno regolarmente eseguito e consegnato le elaborazioni costituenti il PdiP, a mezzo Pec in data 28 maggio 2015, e successiva trasmissione in duplice copia cartacea e in 13 copie digitali su altrettanti Cd…”. Se il mezzo burocratese non inganna, il 28 maggio dell’anno scorso il PdiP era dunque bello e pronto. Ma si è preferito attendere 10 mesi (300 giorni) per portarlo in una giunta (semideserta) e approvarlo. Una gravidanza talmente dolorosa da durare più del normale.

Pdip Comune Lacedonia

Perché? Per quale ragione il sindaco Rizzi ha voluto attendere tutto questo tempo e approvare un atto “postumo”, i cui elaborati, custoditi nella sua casella di posta, erano in naftalina da dieci mesi? E’ consapevole del fatto che i sessanta giorni previsti per legge per “pareri, valutazioni, considerazioni e proposte” scadranno il 19 maggio, e cioè a tre settimane dalle elezioni?

Gli offriamo la possibilità di una replica, saremmo lieti se smentisse la nostra certezza di un suo silenzio.