Sibilia dà l’assist, i comitati attaccano: Rizzi e la sua giunta si dimettano!

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LACEDONIA – In Zona Cesarini il colpo di teatro che non t’aspetti, e che in realtà, date le circostanze e i rapporti, ti saresti aspettato da un po’ di tempo: le richieste ufficiali e pubbliche di dimissioni dell’amministrazione Rizzi (sulla nostra pagina Fb il video integrale).

Durante il dibattito “No eolico selvaggio, no triv. Quale modello di sviluppo per l’Irpinia?”, organizzato dal comitato No Alta Tensione presso il Museo della Religiosità popolare (affollatissimo), è infatti andata in scena una triangolazione strettissima e altamente efficace tra il coordinamento dei comitati e il deputato pentastellato Carlo Sibilia.

Per primo, infatti, a tirare in ballo le amministrazioni, e in particolare quella di lacedonia, è stato Valeriano Monaco, del comitato Voria di Vallata. “Un anno fa – ha detto Monaco – ero qui, in questa sala, a mettervi in guardia da un decreto regionale firmato dalla dottoressa Flora Della Valle che sdemanializzava per vent’anni quelle particelle gravate da uso civico, su cui sarebbe transitato l’elettrodotto. Oggi vi ripeto quelle parole, perché quel decreto è stato sostituito da un altro dello scorso 18 gennaio che ha allungato i tempi di mutamento della destinazione d’uso di quelle stesse particelle, passando da venti a novantanove anni. E cos’ha fatto l’amministrazione comunale di Lacedonia? Niente. Si è rivolta a un avvocato esperto del ramo, ne ha accolto il parere ma poi è stata con le mani in mano. Lo capite – ha chiesto ai lacedoniesi – che la vostra amministrazione è del tutto silente? Questo governo comunale se ne deve andare!”, ha concluso. In sala erano presenti il vicesindaco Caradonna, l’assessore Di Conza e il consigliere Mercadante.

Dopo di lui, il parlamentare avellinese del M5S Carlo Sibilia – protagonista in passato di grosse polemiche con il sindaco Rizzi – ha rincarato la dose. “Queste amministrazioni vanno mandate a casa”, ha detto senza fare nomi ma con riferimenti chiari. “Bisogna affidare i comuni a gente giovane e inesperta. I-ne-sper-ta – ha scandito -, cioè che non sappia come si fa a prendere in giro i cittadini nello scrivere un atto”.

Il pubblico presente all'iniziativa di ieri
Il pubblico presente all’iniziativa di ieri

Al termine, è stato Michele Russo, consigliere comunale di maggioranza e fondatore del comitato No Alta Tensione (a nome del quale ha parlato), a dare l’affondo finale e chiudere il triangolo. “Visto il coinvolgimento diretto di alcuni amministratori nell’affare eolico, vista la mancanza di trasparenza e di controllo degli uffici nella gestione degli atti amministrativi relativi alla costruzione di parchi eolici; visto l’ammanco di un milione e cinquecentomila euro nelle casse comunali per il mancato rispetto delle convenzioni per alcuni parchi eolici; vista la sottrazione, di qualche giorno fa, al bilancio comunale di somme di circa trecentomila euro per finanziare interventi di ripavimentazione stradale affidati tramite procedure poco trasparenti, chiediamo pubblicamente le dimissioni del sindaco Rizzi e della giunta comunale”.

Un affondo, quello del consigliere Russo e del comitato da lui presieduto, che potrebbe ora smuovere un po’ la calme acque pre-elettorali di Lacedonia.