Alta Irpinia, turismo e formazione per ripartire: da Bisaccia via all’operazione-UniPegaso

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BISACCIA – Parte da Bisaccia l’Anno Zero dello sviluppo in Alta Irpinia.

La prima pietra del secondo gradino di un nuovo modello di sviluppo è stata posta ieri mattina al Castello ducale, nell’ambito dell’inaugurazione della sede dell’Università Telematica Pegaso. L’occasione è stata propizia per discutere dell’importanza del turismo e della formazione nel futuro più o meno immediato del territorio. A partire dal presidente Danilio Iervolino, erano presenti tutti i vertici di UniPegaso, il primo ateneo italiano on line per prestigio e numero di iscritti (ben 40mila), testimonianza di quanto alto sia ritenuto il potenziale del territorio. “Questa è la sede più bella tra le cinquantanove sedi sparse in tutti i centri storici d’Italia”, ha affermato Elio Pariota, direttore generale di UniPegaso.

A fare gli onori di casa Marcello Arminio, sindaco di Bisaccia,  che ha salutato i colleghi presenti – Giuseppe Leone (sindaco di Vallata), Antonio Di Conza (Lacedonia), Franco Ricciardi (Monteverde) e Vito Cappiello (Conza della Campania) – e elogiato “l’intuizione di UniPegaso di investire qui: è segno – ha detto – che il rilancio può avveire anche con la formazione e la cultura. Ma le aree interne hanno bisogno di un assessorato dedicato, una sorta di punto di osservazione permanente”, ha poi proposto il primo cittadino. Anche se di tenore differente, simile è stato il concetto espresso da Monsignor Pasquale Cascio, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Sant’Angelo dei Lombardi-Nusco-Conza-Bisaccia, e da Giuseppe De Mita, deputato Udc e membro della V Commissione della Camera (Bilancio, Tesoro e Programmazione). Monsignor Cascio ha dato il benvenuto all’istituzione formativa, ma ha anche lanciato una sorta di monito preventivo: “Non vogliamo ripetere esperienze del passato, che si sono rivelate solo dei tentativi. Per questo vi chiediamo di porre alla voce ‘benefici’ quelli del nostro territorio, non i vostri. Altrimenti in poco tempo andrete via anche voi”.

L'intervento di Giuseppe De Mita
L’intervento di Giuseppe De Mita

De Mita ha declinato il concetto in maniera politica: “Se cultura, ricerca e formazione si allineano al contesto di riferimento, rispettandone gli elementi formativi e i fattori produttivi già esistenti – ha detto -, allora diventano una ricchezza”. L’intervento di De Mita è stato centrato sul tema delle aree interne: “E’ un concetto che non ci appartiene più – ha affermato – perché presuppone l’esistenza di un centro, che dovrebbe essere Napoli e che oggi rappresenta il problema vero. Il paradigma di questo sta tutto in Bagnoli, un’area vuota da 15 anni per l’incapacità della politica di sviluppare un pensiero sulla sua destinazione. Nell’ambito del Progetto Pilota, che stiamo conducendo a scatola chiusa, senza un precedente che ci faccia da riferimento, stiamo pensando ai servizi, certo, ma anche allo sviluppo. E lo sviluppo – ha proseguito – lo stiamo incentrando su fattori mai presi in considerazione. In Italia c’è stato il tempo del pubblico impiego (con redistribuzione della ricchezza e sprechi) e quello dell’occupazione industriale. Oggi si punta su turismo e agricoltura”.

Corrado Matera, assessore regionale al Turismo
Corrado Matera, assessore regionale al Turismo

Sull’importanza del turismo nello sviluppo dell’Alta Irpinia punta anche la Regione Campania, come affermato dall’assessore al ramo Corrado Matera. “Dobbiamo intercettare i flussi turistici provenienti dai grandi Paesi europei – ha affermato Matera – e diretti verso le maggiori mete (le due Costiere, le isole, Napoli). Per farlo c’è bisogno innanzitutto di un sistema di trasporti efficiente che porti quei turisti a visitare un’altra Campania. Ma c’è bisogno anche di formazione nel settore, di una cultura del turismo”.

Che, evidentemente, sul territorio ancora latita.