Avellino, l’ENPA Provinciale sostiene la vita

49

ENPA Avellino aderisce alla campagna nazionale e dice no alla mattanza dei cuccioli di agnello

A poche ore dalla Pasqua, queste le parole dell’Associazione Nazionale Protezione Animali MANGIARE CARNE DI AGNELLO HA COME CONSEGUENZA L’UCCISIONE DI CUCCIOLI CON POCHI MESI DI VITA: CI VUOLE CONSAPEVOLEZZA!

L’Enpa Sezione Provinciale di Avellino sostiene a livello locale la campagna nazionale e dice no all’uccisione di cuccioli con pochi giorni di vita, strappati prematuramente alle loro madri per imboccare la strada senza ritorno dei mattatoi dove molto spesso giungono al termine di viaggi spossanti e dove vengono uccisi davanti agli occhi smarriti dei loro “fratelli”.

AvellinoCiò che avviene realmente nei macelli è atroce: l’uccisione di un animale è sempre causa di sofferenza, ma nei macelli si amplifica la violenza con cui ciò avviene, a causa della velocità dovuta ai grandi numeri. Agnelli che vengono legati insieme per le zampe e appesi a testa in giù, agnelli che camminano sul sangue dei loro compagni e spinti con la forza al macello, storditi con una carica di corrente elettrica e sgozzati mentre ancora si agitano o sono coscienti.

Nonostante una certa flessione nelle macellazioni registrata dall’Istat, infatti, i numeri del massacro continuano comunque ad essere impressionanti se si pensa che, secondo la più recente indagine dell’Istituto di statistica, negli ultimi anni sono stati macellati ben 2,2 milioni tra agnelli e agnelloni.

Queste le parole del Presidente Provinciale di Avellino Carmen Napolitano: «Consumare un piatto che racchiude violenza non significare festeggiare la Pasqua. Il modo migliore per celebrare il rito pasquale è festeggiare con un menù senza crudeltà. Gli agnellini sono cuccioli da amare. Dovremmo tutti visitare i macelli, questo sarebbe il modo più efficace per fare la scelta giusta: lasciarli vivere. La vera Pasqua è quella in cui non si versa sangue. Cambia tradzione: non uccidere!».

L’uccisione dell’agnello a Pasqua non trova riscontro nella tradizione, rappresenta solo un simbolo religioso: Cristo, vero agnello pasquale che ha immolato se stesso per riscattarci dalla malvagità, dall’ ingiustizia e da tanti altri mali che affliggono l’uomo e il creato.

AvellinoAnche autorevoli esponenti della Chiesa cattolica hanno ricordato più volte come la mattanza di agnelli non abbia nulla a che vedere con la celebrazione della Pasqua.

Questo è il significato che si dovrebbe trarre dalla Pasqua: i vincitori non saranno coloro che uccidono: il mondo vive piuttosto di colui che si sacrifica. Il sacrificio di colui che diviene l’agnello sgozzato tiene unito cielo e terra, in questo sacrificio è la vera vittoria ed è da esso che deriva la vita vera.