Avellino, il Parma espugna il Partenio per 1-2

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Settimana santa ma anche amara per l’Avellino che nel turno del giovedì pasquale affronta ed esce sconfitto dalla gara casalinga contro il Parma, che si impone per 1-2 grazie ad un avvio di gara annichilente.

FORMAZIONI – Nell’Avellino, dopo le due giornate di squalifica torna Raul Asencio, che fa coppia con Gigi Castaldo nel 4-4-2 disegnato da Novellino, che rispolvera capitan D’Angelo come esterno di sinistra a centrocampo. Il Parma si fa forte sempre del 4-3-3 con Calaiò punta centrale, supportato da Insigne e Baraye.

PRIMO TEMPOCome in una corsa d’auto, ai nastri di partenza l’Avellino compie una falsa partenza e paga caro ed amaro questo errore. Al 3′ di gioco Insigne si infila tra Ngawa e Rizzato guadagnando un calcio d’angolo con un tiro tanto velleitario quanto fruttuoso. Dalla bandierina, la palla viene messa in mezzo e Gagliolo, lasciato solo da Molina, è libero di incornare la palla dell’1-0. Si dice “porgi l’altra guancia”, ma sono schiaffi dall’altra parte, specie all’ottavo minuto di gioco, quando un triangolo lunghissimo tra Calaiò e Barillà porta quest’ultimo a mettere nel mezzo: Dezi controlla, evita un avversario e spara un sinistro che esalta l’istinto di Lezzerini, ma la palla viene rimessa in mezzo da Baraye che trova salissimo Barillà che non sbaglia il più facile dei tap-in. 2-0 e Avellino che prova a reagire, Avellino che riesce a reagire. All’undicesimo un cross in mezzo di Di Tacchio favorisce il controllo di Asencio che di spalle lotta come un leone, un rimpallo potrebbe favorire Kresic, fermato regolarmente (forse) da Barillà. Al 23′ probabilmente la svolta in favore dell’Avellino con Novellino che richiama De Risio per far spazio a BryanSfondo.jpg. Un minuto e per lui subito un buon cross per Castaldo, che questa sera ha vestito i panni di duellante con Di Cesare. Al 27′ Asencio dal limite di sinistra dell’area mette in mezzo per Castaldo che protegge e appoggia per la corrente Di Tacchio che di destro sbaglia la conclusione. Al 33′ pari meritatissimo dell’Avellino: Castaldo ruba palla sulla destra a Gagliolo; il suo cross liftato viene solo sfiorato da Asencio, ma la palla arriva a Cabezas, da questi appoggio a D’Angelo che gira subito di sinistro, la palla smanacciata da Frattali finisce sui piedi di Asencio che dimezza lo svantaggio. Il copione è sempre quello: l’Avellino attacca ed il Parma cerca di difendersi, specie dall’ecuadoriano sulla sinistra che divora la fascia, mettendo svariati palloni nel mezzo e dando l’illusione del gol nel secondo minuto di recupero. Il massimo sforzo dell’Avellino, purtroppo per gli irpini, è proprio questo.

SECONDO TEMPOCome anticipato, nell’ultima lapidaria frase del paragrafo precedente, il massimo sforzo dell’Avellino si è avuto sul finire del primo tempo, di fatti il secondo tempo è stato pressoché ordinaria amministrazione per il Parma, che ha trovato figuratamente la quadratura del cerchio e quindi a contenere l’Avellino che si affida a qualche pallone buttato nel mezzo, ma nessuno mai pericoloso. Unica buona notizia è il rientro in campo di Morosini che all’undicesimo della ripresa sostituisce Molina, nella speranza che il ragazzo possa dare una mano alla causa biancoverde, ancor più adesso che il punteggio finale di 1-2 e dunque quest’altra sconfitta complica ulteriormente il cammino dell’Avellino.

FUTURO IMMEDIATO La Pasqua sta arrivando, ma c’è poco da gioire per i Lupi. Classifica alla mano, il buon vantaggio che si aveva sulla zona retrocessione è stato completamente dissipato con l’Ascoli, forte della vittoria di misura sul Bari in questa giornata, si porta pericolosamente a meno tre dagli irpini, tallonati dalla squadra di quel vecchio volpone di Serse Cosmi. Come se non bastasse, alle porte c’è anche lo scontro con il Bari, che andrà di scena nella giornata di lunedì, sperando che i pugliesi vengano in Irpinia per fare una gita fuori porta, vista la gara da disputare nel giorno di Pasquetta. Difficile che la squadra di Grosso sottovaluti la gara, data l’ambizione play-off piuttosto concreta. Dopo dei Galletti ci saranno i Grifoni di Perugia, anch’essi nella stessa situazione: tour de force per l’Avellino che se non cambia radicalmente rischia davvero di uscirne con le ossa rotte.