L’Avellino domina il Perugia: buona la prima di Foscarini

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FORMAZIONI – La prima squadra messa in campo da Foscarini non si distacca molto da un eventuale undici titolare che avrebbe potuto mettere in campo mister Novellino. Si continua sul 4-4-2: Migliorini torna titolare al fianco di Ngawa mentre sull’out difensivo destro agisce Pecorini, già conosciuto dal tecnico veneto. A centrocampo, capitan D’Angelo agisce sulla fascia sinistra, De Risio si affianca a Di Tacchio e Molina padrone del lato destro. In avanti Asencio e Castaldo, panchina dunque per Ardemagni. Negli ospiti, panchina per Buonaiuto, sostituito da Kouan. In avanti il duo da trenta gol costituito da Cerri-Di Carmine.

Avellino, Formazione
Formazione titolare dell’Avellino contro il Perugia, nella prima di Foscarini da tecnico biancoverde
Avellino, Perugia, Formazioni
Formazione titolare del Perugia

PRIMO TEMPO – Se la formazione è simile a quella del suo predecessore, il gioco e lo spirito della prima al “Partenio” di Foscarini sono davvero ben altro rispetto a quello che metteva in mostra la squadra del tecnico di Montemarano. Difficilmente è stata vista una palla buttata così al vento, mai visto un passaggio sciagurato da parte di uno dei Lupi. Al settimo, l’Avellino sfiora il gol, con Castaldo che di testa fa tremare la traversa, su gran cross di Falasco; la palla vagante viene gestita da Asencio e restituita a Castaldo, che fallisce il tap-in. Giro palla, verticalizzazioni costanti e l’Avellino che ringhia su ogni pallone come il più famelico dei lupi: tutta un’altra storia. Buon gioco e meritato vantaggio dell’Avellino al 26′: cross tagliato di Falasco, molto propositivo, e testa di Castaldo che buca Leali sul secondo palo. Perugia che si fa vedere, ma mai realmente pericoloso come potrebbe. Al termine della prima frazione, solo applausi per i Lupi, una scena a cui da tempo immemore non si assisteva.

SECONDO TEMPO – Pronti, via e nessun cambio: si ricomincia con gli stessi ventidue. Il tempo di cinque giri di lancette ed ecco che in un contrasto con Cerri capitan D’Angelo è costretto a lasciare il terreno di gioco, sostituito da Laverone. Al dodicesimo raddoppia Gigi Castaldo e dunque raddoppia l’Avellino: Magnani e Germoni si incartano favorendo Castaldo che premia il cross di Molina realizzando il 2-0 complice anche una deviazione di Bianco. Apoteosi Avellino. Il cane morde sempre lo straccione, questo è il caso dell’Avellino, costretto a sostituire forzatamente anche Falasco, rimpiazzato da Marchizza, scampandosela con Molina, che per tutta risposta al 30′ si beve tutta la difesa e ottenendo un buon calcio d’angolo. La fase offensiva dell’Avellino è incessante, e per poco non porta al 3-0 con Castaldo che ricambia il favore a Molina, il quale però mette fuori di un nulla la palla del ko dei perugini. Perugia sinora mai in avanti, se non la testa alta sulla traversa di Cerri e con i cambi del tecnico Roberto Breda. Ancora una volta l’infaticabile Molina approfitta di un passaggio sbagliato di Volta, ma ciabatta il sinistro che termina sul fondo. Sette minuti di recupero non bastano al Perugia per tentare una rimonta che avrebbe del clamoroso.

L’Avellino ritorna finalmente alla vittoria dopo mesi di astinenza, e lo fa con una doppietta di Castaldo che non si vedeva nientemeno che da oltre 41 mesi, quando rifilò l’ultima al Modena. I Lupi si tirano fuori anche dalla zona play-out, portandosi a quota 39 punti. Un debutto migliore forse Claudio Foscarini non avrebbe mai potuto immaginarlo, forse neanche sognarlo: buon per lui, buon per l’Avellino, buon per i tifosi, che finalmente hanno rivisto gioco e grinta (tra l’altro contro la squadra attualmente più in forma del campionato), che da Avellino non passavano da un bel pò. Se questo è il punto di partenza, la strada verso la salvezza può diventare meno tortuosa.