Eolico, Info Irpinia e Voria denunciano: Sta per devastare anche il secondo borgo più bello d’Italia

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AVELLINO – Il rumore di una pala che gira a scandire almeno metà della conferenza stampa.

“Chi non vive in Alta Irpinia deve capire il disagio dei cittadini che  invece questo rumore lo sentono sempre, ventiquattr’ore al giorno”. Francesco Celli, presidente di Info Irpinia, introduce in questo modo la conferenza stampa, organizzata con Nicola Cicchetti, presidente del comitato Voria di Vallata, e tenuta ieri mattina presso la sede di Irpinia Solidale, in Corso Europa, ad Avellino.

Nel suo intervento, Celli ha affermato con grande durezza che “l’eolico è il primo problema della provincia, e chi non è a conoscenza della devastazione che le società stanno perpetrando in Alta Irpinia deve assolutamente vederla con i propri occhi. Una devastazione – ha proseguito – che non riguarda soltanto l’installazione di pale, ma anche la cementificazione dei terreni e la realizzazione di sottostazioni e elettrodotti. Il tutto per due lire in favore dei possessori dei fondi, mentre i le società ci guadagnano milioni”.

Celli e Cicchetti durante l'incontro di stamane
Celli e Cicchetti durante l’incontro di stamane

Sia Celli che Cicchetti, attraverso delle diapositive, hanno mostrato delle simulazioni di ciò che avverrà nel territorio del comune di Monteverde: due progetti, 35 torri e 86 MW di potenza. Il tutto, tra il Lago San Pietro e il paese. “Una vera vergogna”, ha affermato il presidente di Info Irpinia, che poi ha puntato il dito contro l’amministrazione comunale: “L’abbiamo sostenuta nella egregia politica di valorizzazione delle potenzialità paesaggistiche e turistiche. Allo stesso modo, ora la critichiamo per alcuni atti e azioni in tema di eolico”.

Sotto accusa, assensi dati in conferenza di servizio per la realizzazione dei parchi e la convenzione firmata dall’amministrazione Ricciardi nel 2008, valida per ventinove e che ha sostituito quella firmata nel 2002 dall’amministrazione precedente, valida per vent’anni. “Rispetto all’accordo di sei anni prima – ha dichiarato Celli -, nel documento vengono inserite altre particelle in favore della allora Genco, ora Wind Farm Monteverde”.

Un panorama mozzafiato di Monteverde
Un panorama mozzafiato di Monteverde

“Non è possibile, né coerente, lottare con successo per valorizzare un luogo e la sua attrattività turistica e poi permettere la proliferazione dell’eolico”. Insomma, per Celli questi atti vanno in netta controtendenza rispetto all’ottima politica condotta finora di valorizzazione, “una politica che noi abbiamo convintamente appoggiato”. Celli ha chiuso ricordando “la sentenza 3652/15 del Consiglio di Stato: la tutela del paesaggio è principio fondamentale della Costituzione, e non deve essere subordinato a nessun interesse di alcuna sorta”.

L’avvocato Nicola Cicchetti, dopo aver ricordato la richiesta di moratoria alla Regione, si è soffermato sulla “scarsissima coerenza tra la politica della Comunità dell’Alta Irpinia e quella che invece concede autorizzazioni alla realizzazione di impianti eolici. Bisogna decidere – ha affermato Cicchetti – se puntare su un tipo di sviluppo o sull’altro, tanto più che, proprio nell’ambito del Progetto Pilota, dovrebbe arrivare una pioggia di milioni per turismo e agricoltura. Smettiamola di barcamenarci: la politica deve programmare e non ricorrere finanziamenti. Questo sarà uno dei messaggi che lanceremo nella giornata del 16 gennaio prossimo ad Aquilonia”.

Il presidente del comitato Voria ha poi messo in evidenza un dato: “Il decreto dirigenziale del 26 gennaio 2015 autorizza il progetto presentato da Siri Energia, che fa parte del gruppo De Vizia così come Alisea a Lacedonia e molti altri: in quel decreto si legge il parere positivo del Comune di Monteverde e della Comunità Montana Alta Irpinia, presieduta dal sindaco di Lacedonia. Entrambi i primi cittadini poche settimane fa hanno invece votato per la richiesta di moratoria”.

Celli con la convenzione contestata
Celli con la convenzione contestata

Da Cicchetti, poi, spunti per sindaci e cittadini: “Chi riceve la notifica di esproprio può impugnarla. Essa reca solo le particelle e non, come invece previsto, l’indicazione nominativa”. Altri elementi, però, sono più succulenti: “L’opera connessa da 150 KV al parco Alisea, vale a dire l’elettrodotto appena realizzato a Lacedonia, ha avuto autorizzazione regionale. In realtà, è stato costruito senza autorizzazione: per le opere da 150 KV in su, l’autorizzazione spetta allo Stato, non alla Regione”.

“Inoltre – ha proseguito Cicchetti -, nel decreto dirigenziale 404/10, quello che autorizza il progetto della allora Genco Energia Srl, risulta che la particella 49 risulta gravata da uso civico e che la struttura regionale avrebbe provveduto al cambio di destinazione d’uso. L’iter, in realtà, deve essere opposto: il Comune deve richiedere la sdemanializzazione. E il Comune di Lacedonia (come conferma anche il vicesindaco Caradonna, presente in sala, ndr) non l’ha mai fatto”.

Lo scempio, però, non si ferma a Monteverde, dal momento che l’elenco di progetti in via di approvazione davanti alla commissione Via-Vas è lungo: un progetto  a Cairano (19 aerogeneratori), due a Casalbore (6 più 9), due a Bisaccia (14 aerogeneratori più 60 MW), uno ad Aquilonia (15 aerogeneratori per 45 MW).