Ad Aquilonia per l’ambiente, ma l’ambiente rischia di surriscaldarsi

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AQUILONIA – Nella vicenda che riguarda l’eolico, l’assemblea di oggi pomeriggio ad Aquilonia probabilmente segna uno spartiacque, un bivio.

Perché se il dibattito sul tema è sempre stato vivace, negli ultimi mesi e nelle ultime settimane ha toccato picchi di tensione che mai si erano conosciuti. I fronti sarebbero due: da un lato i comitati (Sant’Angelo, Bisaccia, Vallata, Guardia Lombardi, Aquilonia, Lacedonia, Calitri), costituiti in un coordinamento, dall’altro i sindaci. Diciamo “sarebbero” perché le fasce tricolore, al loro interno, non sembrano un blocco monolitico.

La posizione assunta dall’amministrazione comunale di Monteverde ha avuto una vasta eco generale e decise repliche proprio dai comitati. I quali si avvicinano all’assemblea di oggi forti dell’endorsement a loro favorevole da parte dell’Arcivescovo di Sant’Angelo dei Lombardi, Monsignor Pasquale Cascio. Ma forti anche dell’appoggio di qualche sindaco: su tutti, il primo cittadino di Calitri Michele Di Maio, che sta lottando, a quanto sembra con qualche risultato, contro l’installazione di insediamenti eolici nel territorio del proprio comune.

Di Maio, a ben guardare, si troverà oggi nella doppia e simpatica veste di organizzatore e invitato. Prevedibile qualche scambio di battute piuttosto vivace col collega di Monteverde, Franco Ricciardi. Così come prevedibile è il battibecco tra il presidente del comitato Voria, Nicola Cicchetti, e il sindaco di Lacedonia, Mario Rizzi, che è anche presidente della Comunità Montana Alta Irpinia e che proprio in questa veste è stato chiamato in causa da Cicchetti nei giorni scorsi.

Una situazione complicata, disordinata, annodata, nella quale non sembra azzardato prevedere colpi bassi e attacchi personali. A fare da sfondo un evidente peggioramento dell’ordine sociale, con gli ormai celebri 14 eventi criminosi avvenuti in un territorio (tra Lacedonia e Bisaccia) che non è abituato a questo tipo di avvenimenti e che dovrebbe ostinarsi, questo sì, a non calare la testa.