Bisaccia, difficoltà nei soccorsi in alcune zone. Ma dall’amministrazione: Notizia non vera

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BISACCIA – Colonnina di mercurio crollata ben al di sotto dello zero durante la scorsa notte. Ghiaccio dappertutto, in particolare nei punti in cui la neve non era ancora stata spalata.

Qualche punto non ancora raggiunto dai mezzi spazzaneve e spargisale c’è. E sembra inevitabile, considerata soprattutto la grossa estensione di alcuni comuni della provincia, specie dell’Alta Irpinia. Una situazione simile si è verificata a Bisaccia, ad esempio.

Nonostante la macchina dei soccorsi sia stata immediatamente attivata dal sindaco Marcello Arminio (il comune ha un’altitudine media di circa 850 metri sul livello del mare e un’esposizione che lo rende soggetto a forti precipitazioni di carattere nevoso), ieri sera, come vediamo dalla foto concessaci da Michele Frascione, alcune strade risultavano ancora impraticabili.

In contrada Pedurza, località sita oltre l’altopiano del Formicoso, a circa 8 chilometri dal centro abitato di Bisaccia (e quindi ad un’altitudine ben più elevata rispetto al paese), ben 7 famiglie sono rimaste isolate per tutta la giornata di ieri e la serata di domenica: i mezzi spalaneve sono transitati, cercando di liberare la zona, ma senza riuscirci. Il lavoro è stato reso ancor più disagevole e complicato dalla grande gelata della notte appena trascorsa. “Ci sentiamo abbandonati”, è la sconsolata affermazione di qualche cittadino. La strada è stata riaperta grazie alla collaborazione degli stessi nuclei familiari, che hanno messo a disposizione mezzi propri per aprirsi un varco.

“Si tratta di una notizia non vera”,  ribattono fonti interne all’amministrazione. “E’ strano perché tutte le zone sono state raggiunte e pulite, non abbiamo avuto problemi da nessuna parte. I mezzi del Comune sono arrivati più volte in contrada Pedurza, l’ultima stamane alle 7. Qualcuno deve dirci quali sono queste famiglie che sono rimaste isolate”.

Per oggi, intanto, è prevista una nuova allerta da parte della Protezione civile.