Vertenze ambientali, i comitati fanno blocco: La politica dica da che parte sta

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AVELLINO – Stanare politici e amministratori, costringerli a schierarsi sulle vertenze ambientali che caratterizzano l’Irpinia di questi mesi.

E’ l’obiettivo dichiarato, il messaggio chiaro che viene fuori dall’incontro “Terra, aria, acqua: Irpinia sotto attacco”, tenuto nel pomeriggio di ieri in Corso Europa, presso il Csv , affollatissimo per l’occasione.

Eolico, trivellazioni e acqua. Cercare di unire le tre vertenze era l’obiettivo dichiarato di Francesco Celli, presidente di Info Irpinia, che ha organizzato l’incontro, moderato dalla collega de Il Ciriaco Emma Barbaro. Presenti i referenti dei vari comitati, che si sono trovati tutti concordi su un punto: la necessità da parte degli amministratori di assumere una posizione chiara. “Mai come in questo momento – ha dichiarato Nadia Arace, consigliere comunale di Avellino e fautore del comitato Acqua Pubblica -, c’è bisogno di una distinzione tra diritti e mercato: ciò che rientra nel campo dei diritti non può avere profitto, e da questo punto di vista il referendum sull’acqua già ha dato un risultato chiaro”.

“I quattro elementi della ‘arché’ di Platone oggi sono quasi azzerati. Il territorio è attaccato su più fronti, accerchiato – ha invece esordito Francesco Celli, presidente di Info Irpinia -, e ciò è la dimostrazione che la nostra provincia viene vista come supporto e smaltimento del resto della regione. Questo non ci va più bene, e perciò stiamo lottando per riacquistare la nostra dignità, puntando su uno sviluppo basato su agricoltura e turismo. E ci stiamo riuscendo, mettendo in moto una grandissima rivoluzione che parte dai cittadini”. Sulle responsabilità nella situazione che l’Irpinia si trova a risolvere, le visioni sono state uguali ma differenti a un tempo. Nel mirino sempre la politica. “Per incompetenza” secondo Celli, “per complicità” secondo Roberto De Filippis, del Comitato No Triv.

Francesco Celli, presidente di Info Irpinia
Francesco Celli, presidente di Info Irpinia

“Il tema di fondo – ha affermato De Filippis – è tutto in una scelta: puntare ancora sul fossile, come negli anni ’50 o ’60, o su un modello di sviluppo che metta al centro le rinnovabili, anche se con delle limitazioni serie? La legge sull’acqua votata a Napoli – ha proseguito – è una sorta di ‘Sblocca Campania’. C’è il timore reale che la Regione si mostri vicina ai territori solo a parole: nei fatti, è in atto un gioco viscido e squallido da parte di molti consiglieri regionali, che non hanno detto una parola contro la decisione del governo di fissare al 17 aprile il referendum sulle trivellazioni”.

E a proposito del referendum, De Filippis ha dichiarato “ufficialmente aperta la campagna elettorale. E’ stato costituito un comitato referendario aperto a tutti, in primis al contributo di coloro che hanno deciso di investire in questa terra nonostante questa politica. L’obiettivo è quello di stanare i sindaci e la Regione Campania, a partire dalla presidenza del Consiglio: la D’Amelio porterà al voto le sue 11mila preferenze?”, si è chiesto provocatoriamente.

Angelo Verderosa, in rappresentanza del coordinamento dei comitati dell’Alta Irpinia, ha nuovamente fissato l’obiettivo: “La moratoria contro l’eolico è il segnale che siamo riusciti a suscitare interesse sul tema, ma la soluzione è il Pear e il Parco Rurale. Il sindaco di Conza della Campania, ad esempio, deve dirci se per lui contano di più cinquecento gru che passano e si fermano sul Lago di Conza o venti torri eoliche. Il Parco Rurale – ha affermato – tutela in maniera seria e definitiva il paesaggio. A monte ci deve essere un vincolo paesaggistico, grazie al quale si può innescare non solo una logica di protezione dell’esistente, ma – ha concluso – anche un meccanismo di sviluppo che sfrutti le peculiarità del territorio”.