Anev contro la mozione M5S: Una provocazione, dall’eolico benefici tangibili

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RED. – L’Associazione nazionale energie del vento contro la Regione Campania e il voto in favore della mozione del Movimento 5 Stelle sull’eolico.

Nel definire “una provocazione” l’atto approvato dall’assise regionale, l’Anev assicura che segnalerà gli eventuali profili di illegittimità, anche costituzionale, e si schiera ovviamente dalla parte delle società operanti nel settore. “Si tratta – recita un comunicato – di una mozione che, qualora trasposta in Legge Regionale, risulterebbe lesiva dei diritti degli operatori eolici. Risulta particolarmente penalizzante laddove prevede la sospensione anche delle procedure in corso di autorizzazione degli impianti eolici: le aziende hanno già investito capitali e vedrebbero così distrutta ogni possibilità di riuscita dei progetti, con conseguenze tragiche sulle aziende stesse e sui lavoratori”.

Altro punto della mozione nel mirino dell’Anev è quello che impegna la Giunta regionale a vigilare sulla corresponsione delle royalties da parte delle società produttrici di energia eolica ai Comuni nel cui territorio ricade l’insediamento. “Viglione – dicono all’Anev – trascura il fatto che su quest’ultimo aspetto è ampia la giurisprudenza che ritiene le royalties ai Comuni illegittime”. Il richiamo evidente è alla recente sentenza (la 23/2016) del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, con la quale è stato rigettato l’appello proposto da un Comune contro la sentenza del Trap Piemonte, 2120/13, che lo aveva condannato a restituire le somme già versate da una impresa idroelettrica. “Si tratta – proseguono dall’Anev – di una decisione rilevante anche per il settore eolico. Il TSAP ha definitivamente statuito la nullità delle convenzioni e delle clausole che prevedono la corresponsione di royalties a favore dei Comuni, dichiarate prestazioni patrimoniali  ‘prive di causa’, diverse da quelle sole e tassative ammesse per legge (quali l’ICI, o, nel caso degli impianti idroelettrici, i canoni e sovracanoni per l’uso delle acque), distorsive della concorrenza, lesive della libertà di impresa e in contrasto con la disciplina comunitaria”.

Carlo Iannace
Carlo Iannace

Nel comunicato, inoltre, l’Associazione nazionale energia del vento si dice “sconcertata per l’iniziativa del M5S, una provocazione accolta dagli altri Consiglieri regionali di centro, destra e sinistra. La Giunta e il Consiglio non devono cadere nell’illusione che gli organi regionali possano legiferare in aperto contrasto con le leggi e con la giurisprudenza. Come già accaduto nel caso delle Regioni Sicilia, Sardegna e Basilicata infatti, l’Anev certamente agirebbe con ogni possibile azione a tutela dei propri Associati e del settore intero, segnalando gli eventuali profili di illegittimità, anche costituzionale. L’Anev auspica che le Istituzioni Campane interrompano quanto prima questo tentativo di boicottaggio indiscriminato e privo di giustificazione nei confronti del settore eolico, comparto che ha generato fino ad oggi benefici tangibili dal punto di vista ambientale, economico ed occupazionale, creando solo nella regione Campania 5.292 addetti tra diretti e indiretti, con un potenziale 10.984 al 2020”.

Va ricordato che domani, martedì 1° marzo, in Commissione Bilancio si discuterà dell’emendamento Iannace-Bonavitacola: una proposta che vede al centro sempre il tema dell’eolico, e che sarà probabilmente più organico e strutturale (comprenderà anche il mini eolico) rispetto alla mozione pentastellata, uscita dal consiglio leggermente “annacquata” a causa della riformulazione a seguito del testo dovuta ad una proposta avanzata da De Luca.