Caposele, l’assessore Malanga condannato per abuso d’ufficio: tagliola Severino?

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CAPOSELE – Un anno di reclusione, un anno di interdizione dai pubblici uffici per il reato di abuso in atti d’ufficio e pagamento della provvisionale.

E’ la sentenza emessa ieri dal Tribunale di Avellino in danno di Vito Malanga, assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Caposele (nella foto, una veduta del paese) e considerato uomo forte della giunta guidata da Pasquale Farina, oltre che candidato sindaco alle prossime amministrative.

Su Malanga, a quanto sembra, dovrebbe ora abbattersi la scure della Legge Severino, che all’articolo 11 prevede la sospensione di diritto degli amministratori locali che abbiano riportato condanne anche non definitive per il reato di abuso d’ufficio.

Al processo si è giunti perché lo stesso Malanga aveva più negato l’agibilità ad un locale commerciale di Materdomini (la frazione di Caposele dove si trova il santuario di San Gerardo). Le ragioni del mancato rilascio della certificazione erano state varie. L’avvocato Giuseppe Palmieri, che ha difeso la famiglia Cuozzo-Di Masi insieme con l’avvocato Giacomo Ambrosino (l’assessore era invece difeso dall’avvocato Esposito), afferma che Malanga avrebbe fatto ricorso a molteplici scuse, sempre diverse, per giustificare la sua volontà di non rilasciare l’agibilità al locale commerciale.

“Un processo penale è sempre una sofferenza, anche per chi ne esce vincitore – afferma l’avvocato Palmieri -, ma dopo anni possiamo ritenerci soddisfatti della decisione del Tribunale di Avellino”.

“La sentenza cambia ovviamente gli scenari politici a Caposele”, ci fa sapere una fonte anonima. “Malanga, detto il superassessore, era infatti unanimemente considerato il candidato naturale alla successione di Pasquale Farina (a Caposele si voterà nel 2018, ndr). E’ chiaro che questa sentenza ribalterà un po’ tutti i ragionamenti”.