La tecnologia che salva vite: l’utilizzo dei defibrillatori, la legge che li regola e le lacune culturali da colmare

95

RED. – Stamane il deputato del M5S Carlo Sibilia ha consegnato nelle mani del direttore del Conservatorio “Domenico Cimarosa”, Carmine Santaniello, uno dei defibrillatori acquistati grazie ai fondi raccolti in occasione del quadrangolare di beneficenza “La Partita del Cuore e delle stelle”, disputato al Partenio-Lombardi lo scorso 24 ottobre.

L’evento di stamane ha riacceso i riflettori sul tema della prevenzione, legato a volte allo sviluppo della tecnologia, come nel caso dei defibrillatori. Ma com’è disciplinato l’utilizzo di questi apparecchi salva-vita? C’è una legge che ne regola l’uso? Chi può utilizzarlo? Quanto sono diffusi i defibrillatori nei vari settori della società?

Ne abbiamo parlato con la responsabile commerciale per la Campania di Physio Control (physio-control.com), azienda statunitense nata nel 1955, leader nella produzione di defibrillatori, con sede italiana a Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, che ha fornito l’apparecchio consegnato oggi. “Innanzitutto – ci spiega -, la legge che regola l’utilizzo e la diffusione dei defibrillatori esiste, ed è la 120/01. Questa tutela il personale laico (vale a dire il personale non sanitario, ndr) nell’utilizzo dell’apparecchio. Occorre però un corso di abilitazione all’uso, il BLSD (Basic Life Support – Defibrillation, ovvero supporto vitale delle funzioni vitali – defibrillazione): un corso della durata di otto ore, che deve essere realizzato da centri di formazione accreditati presso la Regione di appartenenza”. Infatti, il certificato di abilitazione all’uso, che viene rilasciato, deve essere riconosciuto dall’ente regionale.

Quanto alla diffusione, le statistiche sembra siano un po’ “zoppicanti”. “Sì – ci confermano dalla Phyisio Control -, i dati sono approssimativi. La legge 120/01 delega ciascuna Regione a creare un proprio programma che regolamenti e disciplini la diffusione dei Dae (Defibrillatore automatico esterno, ndr). La Regione Campania ha decretato che debbano essere le centrali operative dei 118 ad avere il controllo dei Dae: quanti sono, dove sono posizionati, da chi è composto il personale formato all’utilizzo, se ogni due anni avviene il re-training. Tutto ciò, però, sembra non esserci. Insomma, i dati sono approssimativi perché le centrali operative non dispongono dei software di raccolta. Inoltre, chi acquista un defibrillatore non sempre lo comunica: per tutte queste ragioni, in Italia, non soltanto in Campania, c’è una carenza generale per ciò che riguarda i dati statistici. mancano cifre precise anche sul numero di vite umane salvate, e su questo le istituzioni dovrebbero saper dare una risposta”.

Il defibrillatore consegnato stamane
Il defibrillatore consegnato stamane

L’importanza di un defibrillatore è evidente anche nell’ambito sportivo. Uno degli apparecchi acquistati con i fondi della partita di beneficenza dello scorso ottobre è stato donato alla società calcistica di San Michele di Serino: uno dei suoi calciatori subì mesi fa un arresto cardiaco e fu salvato grazie all’utilizzo di un defibrillatore in dotazione al 118. Il decreto Balduzzi dispone che entro luglio ogni centro sportivo sul territorio italiano sia dotato di un defibrillatore. Questo lascia intendere quanta importanza abbia assunto questo strumento nel campo della prevenzione da arresto cardiaco. “Esattamente, è proprio così. Tuttavia – spiega ancora la responsabile commerciale per la Campania di Physio Control -, bisogna migliorare l’approccio alla dotazione e all’utilizzo del defibrillatore. Bisogna cambiare mentalità, e iniziare a vederlo come strumento indispensabile. Ne va compresa bene l’importanza, non va inteso come una mera legge cui adeguarsi. Questo vale soprattutto, come detto, per le strutture sportive, che devono migliorare la mentalità nell’approcciare al defibrillatore e la formazione. Quest’ultima è importantissima, va fatta puntando su qualità e controllo. Là dove viene fatto un corso di qualità, le nozioni non si dimenticano, e al momento opportuno (speriamo mai) vengono messe in pratica senza problemi, a vantaggio della tranquillità e della serenità di tutti”.

Un esempio illuminante è quello di Ema, azienda di Morra De Sanctis (leggi qui).