Lacedonia, fiumi in piena e cavi scoperti: ponte divorato a Calaggio, straripa l’Osento | GALLERIA

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LACEDONIA – Pioggia torrenziale in Alta Irpinia, dove solo stamane le precipitazioni hanno concesso un tregua, dopo oltre due giorni.

Come sempre in questi casi, Lacedonia è stata colpita nei punti a valle del proprio territorio. E i danni sono arrivati puntualissimi, insieme ai pericoli e allo scandalo. A Calaggio, il torrente Scafa ha letteralmente abbattuto un “ponte” (ci sia concesso l’eufemismo) che metteva in collegamento la strada di raccordo con l’area industriale e il casello autostradale alla zona oltre il corso d’acqua, dove risiede una famiglia e insistono un paio di attività.

In prossimità della struttura erano stati eseguiti dei lavori di “mitigamento del rischio idrogeologico e di messa in sicurezza” (per 310mila euro di fondi regionali), che avevano riguardato anche un altro ponte, situato più a monte, che aveva ceduto a seguito di un’altra alluvione nel dicembre 2013.

Come è possibile verificare dalla foto, inoltre, il crollo della struttura ha scoperto un cavo che ora è in balia della furia dell’acqua. In quel preciso punto, infatti, nasce il Carapelle, dalla congiunzione tra l’Isca, che proviene da Bisaccia, e lo Scafa, che scende da Lacedonia e che, accogliendo numerosissimi canali di scolo dai terreni che attraversa, in periodi di forte pioggia aumenta paurosamente la propria portata. La zona è stata transennata, e domani il comandante della Polizia Municipale di Lacedonia, Michele Caponigro, firmerà l’ordinanza che vieterà l’avvicinamento alla zona, e, per attraversare il fiume, la famiglia sarà costretta a fare un giro ben più lungo.

Altri danni si sono registrati in zona Selci, nelle vicinanze del depuratore, e lungo la strada che collega il paese con il Lago di San Pietro. Le contrade Isca e Forna, che vedono scorrere l’Osento parallelamente alla via di comunicazione, sono state infatti in più punti inghiottite dall’acqua, che la notte scorsa ha conosciuto il suo punto di massima altezza. In molti punti, la piena del fiume, ingrossatosi moltissimo, ha occupato larghi spazi coltivati e non, e nella zona della Madonna delle Grazie è evidente il passaggio al di sopra del ponte: alle 13, la situazione era come la si può vedere nella foto.